Ritardi e disagi Olimpiadi in alto mare
LONDRA La preparazione delle Olimpiadi è stata un «macello». Ne è convinta il 45% della popolazione britannica interpellata dalla società demoscopia ComRes. A pesare sul giudizio il fiasco della società privata G4S - e la reazione del governo - incaricata della sicurezza dei giochi. L'incidente, dicono i 2000 intervistati, ha creato l'impressione che la Gran Bretagna non sia pronta all'inizio della kermesse. Come se non bastasse, un ulteriore 15% ha dei dubbi anche sull'organizzazione dei giochi stessi. Paure in qualche modo confermate da alcune false partenze registrate nella giornata di ieri, primo vero D-Day di Londra 2012. Gli autisti del team australiano e americano si sono infatti persi e sono finiti nel traffico impazzito di Londra, nonostante le corsi riservate dovrebbero garantire agli atleti un tragitto agevolato da Heathrow al villaggio olimpico. Così, invece di 45 minuti, gli sportivi ci hanno impiegato quasi 4 ore per arrivare a destinazione. «Sarebbe stato un meraviglioso giro turistico, se fossimo stati qui per questo», ha commentato ironico Damian Kelly, funzionario australiano superstite del bus perduto. «L'autista ha ammesso che era la prima volta che affrontava il tragitto e nessuno gli ha spiegato come funzionava il navigatore satellitare». Quando alla fine l'apparecchio è stato azionato la delegazione si è però accorta che le coordinate del villaggio olimpico non erano state inserite. Alla fine un fisioterapista ha sfoderato l'iPhone a attraverso Google Map ha guidato a destinazione l'autista. Una sorte simile è toccata alla delegazione USA. Kerron Clement, campione olimpico dei 400 metri a ostacoli, non è riuscito a trattenere la stizza e su Twitter ha commentato: «Vaghiamo da 4 ore in autobus. Cara Londra, non è una buona prima impressione... Gli atleti sono affamati, assonnati e devono andare al gabinetto. Possiamo arrivare al villaggio olimpico per piacere?». Il comitato organizzatore dei giochi, il Locog, non ha al contrario perso l'aplomb. «È il primo giorno - ha commentato un portavoce - e abbiamo avuto uno o due problemi con i trasferimenti, che sono stati più lunghi del previsto. La grande maggioranza non ha avuto contrattempi».