Dalla poesia al bosone Accattino e il rapporto tra spirito e materia
IVREA Cosa mai ha da spartire lo spirito con la materia, la poesia con la fisica, la creazione poetica con la ricerca del bosone? Niente, verrebbe da dire, di primo e sbalordito acchito. Poi, ci pensi un attimo e trovi che qualcosa in comune, forse, c'è: la dimensione cosmica, ad esempio, o l'altezza e la lucentezza delle stelle. Prima (e meglio) di noi, la scoperta l'ha fatta Adriano Accattino, poeta e saggista eporediese: «Esiste un punto ipotetico, molto alto - dice Accattino -, in cui le scoperte della fisica incontrano le invenzioni della poesia. Quest'idea ci è suscitata dalle scoperte della fisica, che sono così sorprendenti e fantasiose che non ci sembrano scientifiche ma poetiche. E se è possibile questo punto di contatto, nel quale la poesia si incrocia con la fisica, allora sarà possibile raggiungere il medesimo punto sia partendo dalla fisica che partendo dalla poesia. Non mi stupirei allora che un poeta avesse scoperto, per la sua strada, l'esistenza del Bosone di Higgs, ad esempio. E qualcosa del genere è successo a me, che teorizzo in diverse parti dei miei libri la possibilità del transito dallo spirituale al materiale e viceversa». E così Accattino ha chiesto all'editore Mimesis di Milano di mettere una fascetta sulla copertina del nuovo volume in stampa "Vertigini sulla realtà" con la dicitura: «L'autore che ha teorizzato il transito da spirituale a materiale molto prima della scoperta del Bosone». Certo, occorrerebbe una verifica scientifica, e non solo poetica, della scoperta, ma resta sempre affascinante l'idea di un poeta che anticipa una scoperta di fisica. (p.b.)