Manhattan, reti di imprese per sconfiggere la crisi

SAN GIUSTO Si chiama Manhattan, tanto per dare subito l'idea dell'imprinting americano, il primo capitolo canavesano di Bni, (Businnes networking international) che raggruppa una rete di imprenditori (uno per settore) al fine di creare opportunità di lavoro dirette ed immediate, per aumentare il giro d'affari, per allargare il network delle conoscenze, per avere un vantaggio competitivo sulla concorrenza, apprendere nuove tecniche di marketing e presentazione, migliorare la capacità di parlare in pubblico, per rafforzare la visibilità, per creare un gruppo di supporto personale, per diventare un esperto di marketing. Una rete snella che si riunisce per colazione una volta la settimana, si scambia le informazioni, e le conoscenze e poi si mette al lavoro. Il capitolo canavesano, dopo la presentazione avvenuta all'ora dell'aperitivo all'hotel santa Fè di San Giusto, si ritroverà ogni martedì. Ne fanno parte imprenditori, artigiani, avvocati, medici, commercianti, ristoratori, guidati dai fondatori del capitolo Dario Castagna, Andrea Borghi, Christian Mossino, Luisa Roscio e Lorenzo Bianco. Chiara la filosofia ispiratrice, riassunta nel motto "il guadagno di chi dà". «Perché -ha spiegato Castagna - le opportunità di lavoro si basano sulle referenze che sono il primo passo per lo sviluppo. Noi lo facciamo direttamente all'interno del capitolo senza ricorrere a complesse strategie di marketing. E funziona. Io grazie al networking, dopo aver percorso varie strade, ho sviluppato la mia azienda che si occupa di web design ed ora è presente in 3 paesi europei». Del resto, i numeri di Bni a livello generale parlano chiaro: nel 2011 i 6200 capitoli distribuiti nel mondo per un totale di 145 mila iscritti, hanno generato affari per 2,8 miliardi euro e scambiato 6.500.000 referenze. Meglio degli eurobond. Anche Mossino, che di mestiere fa l'assicuratore, si dice entusiasta. Lui fa parte di un altro capitolo, il Barolo di Torino. «Inizialmente pensavo di non averne bisogno - ha raccontato durante la presentazione - poi invece ho guardato avanti ed ho ragionato sulle possibilità future: mi hanno convinto la relazione che si crea tra gli associati particolarmente utile in un momento di grande difficoltà come questo. Certo non è la soluzione alla crisi, ma un grosso aiuto». Da persone concrete gli imprenditori ed i professionisti riuniti all'hotel non hanno perso tempo cominciando con il primo scambio di referenze, che avviene semplicemente con il passaggio dei biglietti da visita. Poi si crea la banca dati che viene continuamente aggiornata con l'l'inserimento di altro referenze. Che vogliono dire conoscenze ed opportunità di lavoro. Diventare socio di Bni ha un costo 800 euro l'anno. Colazioni comprese. (l.m.)