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ivrea Scuola, la fede dell'assessore Vino nHo letto con attenzione e interesse le dichiarazioni dell'assessore Augusto Vino sulla questione del dimensionamento scolastico e mi colpisce molto questa sua convinzione incrollabile, che rasenta la fede, sulla bontà dell'operazione fatta. Io lascio il mio lavoro nella scuola dopo 41 anni esatti e non c'è stata sera in cui io non mi sia chiesto se le scelte fatte durante la giornata siano state le migliori possibili. Forse la mia formazione culturale mi ha indotto a mettere sempre in discussione ogni cosa anche i miei stessi punti di vista. Lavorare in questo modo è stato appagante sotto l'aspetto intellettuale ma anche molto faticoso sul piano psico-fisico. Per questo motivo, alla fin fine, provo un po' di invidia nei confronti dell'assessore Vino che si dichiara convinto che la riorganizzazio fatta sia la migliore possibile: la fede, d'altronde, è sempre una buona cosa, come aveva spiegato chiaramente quasi 400 anni fa il filosofo Pascal. Certo è che da una persona come Augusto Vino, sociologo e ricercatore, mi sarei aspettato affermazioni meno fideistiche e più improntate ad un sobrio sperimentalismo. Ma, evidentemente, quando anche un bravo sociologo fa l'assessore indossa i panni del politico e dimentica come si ragiona quando si fa ricerca; e il risultato è quello che conosciamo: molti slogan e affermazioni apodittiche, parole d'ordine a profusione e poca razionalità. Non dobbiamo però stupirci se i cittadini si allontanano sempre di più dalla "cosa pubblica" e se i sentimenti della cosiddetta"anti-politica" si diffondono a macchia d'olio. Anzi, dovremmo stupirci che i cittadini continuino a tollerare ancora questo stato di cose. Reginaldo Palermo Italia ed europa Il centro della crisi economica nIl mondo rischia una grave crisi economica. Il cuore di questa crisi è l'Europa e in Europa l'Italia è al centro di questa crisi per tre grandi problemi: il debito dello Stato, il rallentamento della crescita economica e la credibilità del governo. Tagliate le spese e aumentate le tasse, ora si dovrebbe stimolare la crescita economica favorendo le liberalizzazioni, facendo tagli mirati alle tasse e stimolando la ricerca. Del resto Monti si è trovato a gestire i conti di un Paese come l'Italia che per alcuni decenni ha vissuto al di sopra delle possibilità, rimandando alla legislatura successiva il risanamento dei propri conti. E l'impressione è che di tutto ciò una buona fetta della classe politica non sia consapevole. Mario Pulimanti