Rai, accordo Pdl-Monti per Tarantola

di Gabriele Rizzardi wROMA Anna Maria Tarantola è il nuovo presidente della Rai. Il necessario via libera dei due terzi della commissione parlamentare di Vigilanza è arrivato ieri al termine di una lunga ed estenuante trattativa «segreta» tra Angelino Alfano e Mario Monti sui poteri e le deleghe da attribuire all'ex vicedirettore generale di Bankitalia che ora dovrà guidare l'azienda di viale Mazzini. I voti a favore della Tarantola sono stati 31 (quelli necessari erano 27). Alla fine, il sì è arrivato anche dal Pdl. Una scheda nulla, due quelle bianche e sei gli assenti (i tre leghisti, due Idv e il radicale Beltrandi). «Agirò con equilibrio e indipendenza», assicura la presidente appena insediata. A sbloccare la situazione è stata la decisione, proposta dal Pdl e accettata dal premier, di rinviare a un altro momento e a un'altra sede, ossia la riunione del nuovo Cda Rai, la discussione sul quadro completo dei super poteri da affidare al presidente. Sull'accordo raggiunto con Monti non c'è nessuna certezza, ma si parla di una suddivisione tra la materia editoriale (nomine per i Tg, le reti e le strutture legate alla programmazione) che resterebbe di competenza sia del consiglio di amministrazione Rai (formato dai rappresentanti dei partiti) che del nuovo presidente. Per quanto riguarda la materia economico-finanziaria e cioè il potere di firma sui contratti fino a 10 milioni di euro (oggi il tetto è fissato a 2,5 milioni), si sarebbe invece deciso di lasciare piena autonomia al presidente e al direttore generale della Rai, che Monti ha indicato in Luigi Gubitosi. La questione delle deleghe da affidare a Tarantola ora approderà sul tavolo del consiglio di amministrazione. L'operazione non si preannucia semplice perché tra Pd e Pdl non c'è accordo. E la durissima reazione di Bersani non lascia dubbi. Il segretario del Pd non ha infatti gradito il faccia a faccia tra Monti e Alfano e ieri è sbottato: «Mentre la gente vive i problemi che conosciamo, vedo che l'intero gruppo del Pdl si muove verso Palazzo Chigi e viene ricevuto per discutere di Rai, capitolo "pesi e misure". Se il Pdl ritiene di essere il padrone della Rai vorrà dire che il canone se lo pagherà da solo...». Ad esultare perché molti poteri sono ancora nelle mani dei partiti è invece il capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza, Alessio Butti: «Ci sentiamo tutelati dalla legge. E la legge ribadisce la collegialità delle decisioni del Cda che è una proiezione del Parlamento». Che per il Pdl le cose stessero andando per il verso giusto lo si è capito ieri, prima del voto, quando in commissione si è presentato Maurizio Gasparri con il pollice alzato in segno di vittoria. Il presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, assicura che da oggi «la Rai è una realtà diversa» mentre per la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, una donna alla guida della Rai rappresenta un «importante cambio culturale per il nostro paese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA