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ivrea Non lamentiamoci per la coda alla Posta nVorrei rispondere in merito a quei signori ( vedi articolo della Sentinella di venerdì scorso) che hanno reclamato per le lunghe code alle Poste di Ivrea. E' vero, ci sono cittadini di serie A e B, nel caso specifico quelli di serie B siamo noi correntisti di Poste Italiane. Mi spiego: quando noi dobbiamo pagare i ticket in ospedale, a Casa Molinario o all'ex Inam i nostri bancomat non vengono accettati - perchè? - e dobbiamo pagare in contanti, come anche un alcuni distributori di benzina e addirittura alcuni commercianti di Ivrea non accettano gli assegni di Banco Posta. Allora chi sono i cittadini di serie B? Se i sognori non vogliono fare coda per pagare i bollettini si rivolgano al servizio lotto matica nei tabaccai autorizzati e smettiamola una buona volta di lamenterci dei servizi pubblici per alcuni minuti coda. I problemi sono ben altri e peggiori . Grazie dell'attenzione. Cordiali saluti. Lettera firmata favria Il mio grazie ai dipendenti comunali nGrazie, dipendenti comunali, siete indispensabili. Questa sera al Consiglio comunale sono stato colpito dalla frase d'elogio dell'Assessore al Bilancio sui dipendenti comunali . Per alcuni attimi mi sono estraniato dall'ascoltare il dibattito che ferveva tra la maggioranza e la minoranza dell'Amministrazione pensando appunto che se la macchina amministrativa nei Comuni funziona, questo lo si deve ai dipendenti comunali, della Provincia, Regione e Stato. Sì, queste persone sono quelle che si alzano presto al mattino d'inverno per salare le strade, sono quelli che mantengono dignitosi e puliti ci cigli delle strade di loro competenza e puliscono i parchi, che sono il nostro tanto caro verde pubblico. Penso che molti di loro fanno lavori poco visibili, anche burocratici ma che sono indispensabili al benessere di tutta la Comunità. Il Grazie ai dipendenti comunali dovrebbe essere detto all'inizio di ogni delibera che comporta poi delle incombenze per portarla sino in fondo. Devo anche approfittare per ringraziare l'assessore Gianni D'Aloia che continua a portare avanti la commissione viabilità, che è un importante strumento affinché tutti gli amministratori collaborino per il nostro bene. Giorgio Cortese sui sacrifici Anche con Monti siamo alle solite nIl governo Monti fa macelleria sociale ed occupazionale. Così la spending review per mettere in ordine - è un mantra ormai - i conti pubblici dilapidati da una trentennale scriteriata politica della spesa. Ma, anche con Monti, siamo alle solite. Sacrifici per quasi tutti, disperazione per molti, ma ancora privilegi per i soliti noti. Dopo la resa della commissione Giovannini, che avrebbe dovuto individuare la media delle retribuzioni dei parlamentari dei Paesi europei, della casta non si parla più. Eppure quella commissione una cosa, peraltro scontata, l'aveva autorevolmente confermata: i nostri parlamentari sono i meglio pagati del Continente. Come è altrettanto assodato che il Parlamento è una Bengodi per tutti quelli che vi lavorano, anche ai livelli più modesti. Commessi e barbitonsori, cuochi, camerieri ( ma perché una barberia e un ristorante in Parlamento?) percepiscono stipendi da sogno per chi ne è fuori . Fino a 160.000 euro lordi. Non parliamo degli stenografi che con i loro 250.000 euro sono colleghi del re di Spagna. Il Parlamento che dovrebbe essere il presidio della democrazia , dell'uguaglianza è la sentina dell'ingiustizia. E poi, come si entra in Parlamento? I deputati per volontà dei capi partito, i dipendenti per raccomandazione. Meritocrazia zero. Si è mai sentito di un bando di concorso per un impiego, toh, di operaio in Parlamento? All'obiezione che Monti non ha poteri su tale organo, si può rispondere che può comunque autorevolmente denunciare questo stato intollerabile di cose. E, infine, perché dalla spending review sono stati esclusi anche gli altri apparati costituzionalmente autonomi, come gli Uffici del Quirinale, della Presidenza del Consiglio, della Corte Costituzionale? Ezio Pelino i tagli del governo La sanità non si misura solo dai posti letto nNel nostro Paese ci sono in media negli ospedali quattro posti ogni mille abitanti. L'obiettivo della manovra governativa è di allineare l'Italia ad altri Paesi europei e ridurre questo rapporto a 3,7, tagliando quindi 18mila posti letto e risparmiando svariate centinaia di milioni di euro. Si tratta di un intervento importante, ma bisogna tener conto che in Italia ci sono anche strutture ospedaliere scarsamente utilizzate, che costano molto ma servono a poco e non é giusto che la collettività continui a pagare per tenere in vita realtà di questo tipo. Perciò vanno tagliati gli sprechi senza penalizzare la qualità delle prestazioni, dato che l'efficienza di un sistema sanitario non si misura solo sul numero di posti letto. Mario Pulimanti