«Eletto con i voti mafiosi» Interrogazione in Provincia
RIVAROLO Lo striscione di Libera era l'unico presente alla fiaccolata svoltasi a Rivarolo qualche giorno dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Una grande manifestazione per la legalità alla quale parteciparono 500 persone, confluite in città per gridare che il Canavese è terra di gente onesta. Nel dispositivo firmato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed elaborato dal Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, tra i vari passaggi c'era un riferimento esplicito a possili canalizzazioni di voti non solo per favorire l'elezione di Fabrizio Bertot (sindaco di Rivarolo allora), al Parlamento Europeo, ma anche per un altro rappresentante del consiglio comunale, a Palazzo Lomellini, risultato poi eletto effettivamente in un altro ente. Il nome di questa persona nel documento non compare, ma molte illazioni sono state fatte. Ora, sulla questione c'è la presa di posizione del consigliere provinciale del Partito Democratico, Giuseppe Sammartano, che con i colleghi Angela Massaglia, Vilmo Chiarotto, Erika Faienza, Caterina Romeo e il capogruppo Silvia Fregolent a Palazzo Cisterna, ha presentato un'interrogazione apposita. «Visto quanto sta emergendo a seguito dell'inchiesta Minotauro e allo scioglimento del consiglio comunale di Leinì e, successivamente, di Rivarolo, e poiché la relazione del Ministro dell'Interno parla di canalizzazione di voti per un consigliere di Rivarolo eletto in altra amministrazione, è nostro dovere comprendere se si possa trattare di un consigliere provinciale, e se così fosse chiedere se sia opportuno che rimetta il mandato - sottolinea Sammartano - . Con la partecipazione e la trasparenza nella gestione della pubblica amministrazione, e con la vigilanza e la collaborazione tra enti ed amministrazioni si possono evitare altri casi come questi in Provincia». (m.mi.)