Emodinamica in attesa di risposte
IVREA La storia della morte di Yvonne Chiaregato è ancora tutta da chiarire e l'inchiesta è alle prime battute. Ma è impossibile non catalizzare l'attenzione sulla (mancanza) del servizio di Emodinamica all'ospedale di Ivrea. Una mancanza che pesa e che attende risposte chiare e trasparenti. Perché, come è noto, sono stati acquistati i macchinari, assunto un medico emodinamista per farli funzionare, annunciata un'inaugurazione mai avvenuta. Non solo. Il servizio ha anche funzionato una decina di giorni, durante i quali sono state eseguite 14 coronarografie e poi silenzio assoluto. Motivo? Nessuna dichiarazione ufficiale è mai stata rilasciata in merito. Flavio Boraso, direttore generale dell'Asl/To4, in carica dal primo maggio, in una conferenza stampa prima e ai sindaci poi, ha detto di essere in attesa di indicazioni della Regione. Indicazioni in via di cambiamento, che puntano alla razionalizzazione della rete di emodinamiche. E, all'Asl/To4, di servizio funzionante ce n'è uno solo, a Ciriè. E basta. Ma basta davvero? Ivrea era stata scelta come sede del servizio di Emodinamica per un fatto molto semplice. Le statistiche dicono che ci sono 60 infarti gravi, che necessiterebbero di un'angioplastica immediata, ogni 100 mila abitanti. Una stima, questa, per difetto per quanto riguarda la nostra area. La terapia immediata con angioplastica riduce la mortalità dal 10 al 4,2% in fase acuta e si tratta di interventi che devono essere rapidamente. Per quanto riguarda i residenti dell'Eporediese, i tempi di trasporto verso Ciriè rendono molto difficile l'utilizzo dell'angioplastica primaria. L'intervento, infatti, dovrebbe avvenire entro novanta minuti dal primo contatto con il paziente. (ri.co.)