Santoro sbarca a La7, debutto a ottobre
di Gigi Furini wMILANO «Servizio pubblico» debutta su La7 il prossimo 25 ottobre. «Dunque - spiega Michele Santoro - c'è tempo per pensare a qualche novità». Il popolare conduttore, ieri a Milano, è stato intervistato in diretta da Enrico Mentana, direttore del Tg della rete, che l'altra sera aveva dato in diretta la notizia dell'accordo fra Santoro e l'emittente. Santoro ha spiegato che saranno presenti al programma anche il giornalista Marco Travaglio e il vignettista Vauro, suoi compagni d'avventura nella stagione appena conclusa. «Con l'avvicinarsi della scadenza elettorale - dice il conduttore - i talk show riprenderanno importanza, ma pensiamo anche a novità per renderlo più vicino al pubblico». E il passato? La trasmissione andata in onda grazie al circuito di tivù locali? «Un'esperienza straordinaria». Santoro ha anche parlato delle recenti nomine Rai. «C'è poco da commentare - dice - perché con Carlo Freccero eravamo riusciti a introdurre elementi di novità, ma ora i giochi si sono ricostituiti come ai vecchi tempi. La situazione è sempre peggiore. Non c'è una via d'uscita per quanto riguarda il prodotto». Parlando a ruota libera con Mentana, Santoro ha auspicato l'intervento di «produttori indipendenti e giornalisti associati, magari titolari di quote azionarie». In questo modo potrebbe diventare percorribile la strada per ricreare «Telesogno». La notizia del'arrivo di Santoro a La7 ha fatto bene, in Borsa, al titolo di Telecom Italia Media, società che controlla l'emittente. In una giornata fortemente negativa, le azioni sono risalite del 2,32%. A Milano, parlando del futuro della società, l'ex amministratore delegato (e attuale consigliere) Giovanni Stella, ha detto che TI Media è in vendita e che finora sono arrivati 15 «interessamenti», «Sulla bancarella - ha spiegato - ci sono La7, La7D, Mtv e alcune partecipazioni del digitale terrestre. Gli interessati si stanno facendo avanti». Parlando del programma di Santoro, Stella ha detto che il conduttore «avrà libertà di autore: ma in caso di querela paga lui. È su questa soluzione che si è sbloccata la trattativa. L'anno scorso – ha concluso – il problema si era posto perché lui voleva piena libertà senza avere responsabilità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA