«Politica del lavoro? Parliamone insieme»

A poche settimane dal varo, da parte della maggioranza regionale, del Piano di politica del lavoro con contorno di considerazioni ottimistiche e obiettivi generici sulla Valle d'Aosta piove la doccia gelata dei dati della disoccupazione e della cassaintegrazione. Nel primo trimestre del 2012 i senza lavoro sono balzati al 7,3% pari a circa 4300 persone. Dato altrettanto preoccupante è quello della cassaintegrazione: da gennaio a maggio sono state autorizzate 671.723 ore di cassa pari al 10% in più dell'anno precedente. Come ben sappiamo la Valle d'Aosta non è poi immune dal lavoro irregolare e precario, dal lavoro nero e dal fenomeno di chi rinuncia alla ricerca di una occupazione che rappresentano almeno un ulteriore 5-6% di disagio lavorativo e reddituale. Stiamo parlando, fatte le debite approssimazioni al ribasso, di un 12-13% di valdostani che si trovano in una condizione difficile. Quando poi, come è già successo e sta succedendo ancora alla Olivetti I-Jet di Arnad, chiude una azienda con un patrimonio di innovazione e di professionalità altissimo, colpisce la scarsa attenzione delle istituzioni e l'impotenza dei sindacati. Nel primo trimestre calano le imprese valdostane con un saldo negativo tra cancellate e iscritte di circa 110 unità. Ciò che preoccupa non sono, però, gli aspetti quantitativi ma le conseguenze sociali sulle persone e sulle famiglie. Confindustria, Banca d'Italia e gli esperti vedono nero anche in prospettiva. Probabilmente la pervasività e le risorse economiche della Regione hanno abituato molti a sottovalutare l'impoverimento del tessuto economico e sociale valdostano. Invece di affrontare le debolezze strutturali del nostro territorio (lavoro, trasporti, scuola, università, innovazione…) si è preferito cercare di mantenere i livelli del passato attraverso l'assistenzialismo di "mamma regione". Ma non funziona. Anzi rappresenta sempre di più un danno perchè inibisce la vitalità della società civile, la addormenta rendendo i problemi più difficili da affrontare. Sarebbe ora che se ne parlasse senza cedere a questo assurdo vizio governativo di minimizzare. E' un fatto che le misure anticrisi del 2008, reiterate senza sostanziali modifiche fino ad oggi, non hanno impedito ai lavoratori di essere licenziati, alle imprese di chiudere e ai valdostani di impoverirsi ulteriormente. Si può ignorare la questione facendo la politica dello struzzo o affrontarla facendo fronte comune. Anche per ridare credibilità alla politica e per elaborare soluzioni condivise, sarebbe convocare un Consiglio regionale monotematico, in cui prendere atto di una emergenza reale, confrontare ipotesi, coinvolgere la società civile in una riflessione vera e prendere delle decisioni. Il lavoro è la vera emergenza della Valle d'Aosta. E' la priorità sulla quale impegnare le istituzioni, le risorse che ci sono e tutti noi. Fabio Protasoni presidente Pd Valle d'Aosta