Bufera sull'Aib, Ricca tra gli indagati

FORNO CANAVESE Bufera sui conti dell'Anti incendi Boschivi di Forno Canavese, l'ex-presidente del gruppo, Pier Giacomo Ricca, risulta iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta avviata dalla Procura di Ivrea. Le indagini sono partite per fare chiarezza in merito ad un presunto ammanco nelle casse dell'associazione di volontari altocanavesana. Parte di questo denaro sarebbe di natura pubblica, per questo la Procura ha deciso di volerci vedere chiaro. Sulle cifre, però, intanto ci sono alcune discordanze, ma pare che si tratti di un ammanco compreso tra i trentamila e gli 89mila euro. Il dubbio sollevato è che una parte di questi soldi destinata alle attività ed all'acquisto di materiale per l'associazione sia, invece, finito nelle tasche ed a beneficio di qualcuno. In particolare si sta approfondendo l'acquisto di un mezzo per il gruppo avvenuto in circostanze dubbie, per un importo stimato di quindicimila euro. La vicenda ha destato molto sconcerto e sono in pochi quelli che al momento se la sentono di commentare l'accaduto. «Ci affidiamo all'attività della magistratura – ha dichiarato Massimo Berta responsabile dell'area base 32 il gruppo generale del quale fa parte tra gli altri l'Aib di Forno insieme a Prascorsano, Canischio e Rocca Canavese – non voglio commentare l'accaduto, alla fine delle indagini prenderemo i nostri provvedimenti». Un secco no comment anche dal diretto interessato: «Preferisco non rilasciare dichiarazioni» ha confermato Pier Giacomo Ricca che come gli altri attende la conclusione dell'attività investigativa. In questi giorni sono stati ascoltati i diversi responsabili della zona per comprendere la dimensione del dissesto finanziario, dove siano stati dirottati i soldi mancanti e per quali motivi. Per gli interessati dalla vicenda si prefigurerebbe il reato di peculato. Valerio Grosso