Mafia in Canavese, il Comune non si costituirà parte civile

CASTELLAMONTE No alla costituzione del Comune di Castellamonte come parte civile nel processo contro le infiltrazioni mafiose in Piemonte in seguito all'indagine, denominata Operazione Minotauro, che nel giugno di un anno fa portò all'arresto di quasi 200 persone. A sollecitare la presa di posizione di Palazzo Antonelli sono stati i consiglieri di minoranza Giuliana Reano e Pasquale Mazza, ma l'assemblea, con due soli voti a favore (quelli di Reano e Mazza, appunto) ed otto contrari (la maggioranza in blocco) ha respinto la richiesta. «Il 18 ottobre prossimo – hanno spiegato i due consiglieri – si aprirà il processo contro le infiltrazioni mafiose nella nostra regione come evidenziato nelle indagini condotte dalle magistrature di Torino e Reggio Calabria, indagini che hanno già portato agli scioglimenti dei consigli comunali, ed al successivo commissariamento, dei Comuni di Leinì e Rivarolo, in base alla normativa antimafia». In manette, come si ricorderà, è finito il segretario del Comune di Rivarolo, Antonino Battaglia, attualmente agli arresti domiciliari. E tra gli arrestati figurava anche Giuseppe Pino, 69 anni, deceduto pochi mesi dopo la maxi retata dell'8 giugno 2011 e sepolto nel cimitero di Territi, in provincia di Reggio Calabria. «Già diverse amministrazioni pubbliche, tra cui quelle della Regione Piemonte, della Provincia e del Comune di Torino e del Comune di Ivrea hanno deciso o stanno decidendo di costituirsi parte civile - hanno sottolineato Reano e Mazza - . Si tratta di eventi che hanno creato un danno di immagine per tutto il territorio canavesano ed anche il Comune di Castellamonte dovrebbe uniformarsi». «Ci siamo consultati con un legale – ha risposto il sindaco, Paolo Mascheroni -. Ci è stato detto che è un processo per danni e di danni quantificati il nostro Comune non ne ha ricevuti». Mozione bocciata, dunque. Non ha partecipato al voto Carlo Dellarole. (d.r.)