Il sorriso di Barbara
CALUSO Lady Barbara è il titolo di una celebre canzone degli anni '70 che magari porterà fortuna ad una nuova signora del commercio calusiese, entrata in classifica in questa giorni. Lei è per l'appunto Barbara Gnavi, 39 anni, contitolare del negozio di ortofrutta in via Roma, in cui lavora dal 2001, dopo aver fatto per alcuni anni la parrucchiera. «Undici anni ricchi da tante soddisfazioni: – racconta Barbara – prima di tutto perché sono riuscita a creare una società con una persona già esperta nel settore, che quindi mi è stato di grande aiuto, e che, per giunta, ha sposato mia sorella. Insieme abbiamo ristrutturato ed ampliato il negozio, abbiamo aggiunto all'attività tradizionale di vendita di frutta e di ortaggi, prodotti biologici e specialità regionali del Piemonte, della Liguria, della Puglia e della Sardegna. Inoltre confezioniamo cesti regalo ed abbiamo organizzato un servizio a domicilio per la consegna della spesa a privati e ristoratori». Ma a Caluso sono in tanti a conoscere Barbara, non solo per l'attività di commerciante, ma per il fatto che per vent'anni è stata all'interno della Pro loco fino a diventare vice presidente. I tempi delle donne, però, come ben sanno le aspiranti lady (e non solo) sono difficili da far quadrare. «Tre anni fa però ho dovuto fare una scelta: - dice Barbara - o insistere nel lavoro, o lasciare la Pro loco che mi assorbiva molto. Era diventato impossibile fare bene entrambe le cose». Ed è anche facile capire perché Barbara sia entrata nella nostra classifica: per tutti i clienti ha sempre pronto un sorriso ed un consiglio su come cucinare un nuovo piatto. Tra le soddisfazioni annovera il buon rapporto con i clienti, e la collaborazione nata all'interno della categoria, con la nascita dell'organismo associato d'impresa Caluso da vivere. «Peccato che alcuni commercianti non abbiano ancora capito che più siamo uniti e più possiamo contare - aggiunge Barbara Gnavi - e che per reggere alla crisi ed alla concorrenza occorre una sempre maggior professionalità». Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA