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favria Serve un maghetto per i bilanci comunali nAAA cercasi disperatamente nello staff un novello Harry Potter! Si avvicina il bilancio di previsione ed allora urge prendere nello staff Harry Potter, perché per scrivere oggi un bilancio di previsione per il 2012 di un Comune, più che un ragioniere serve un maghetto, in quanto sono ignoti i gettiti dell'Imu, l'entità del fondo statale di riequilibrio e la distribuzione degli obiettivi necessari a rispettare il Patto di stabilità, il preventivo è un atto di fantasia e non di calcolo. Mi viene da pensare che il panico è un pessimo consigliere, e nell'incertezza molte amministrazioni decidono di alzare le aliquote al massimo per parare i colpi della sorte, con il risultato di moltiplicare le distorsioni già presenti nell'impianto generale della nuova Imu. C'è un problema, però: stare per sei mesi in «esercizio provvisorio» impone di non spendere ogni mese più di un dodicesimo di quanto impiegato l'anno prima, con buona pace di chi pensa che amministrare significhi programmare e gestire al meglio le risorse. L'anno scorso l'incertezza sui numeri portò avanti nell'anno, e la politica locale smette sempre di più i panni del decisore per vestire quelli decisamente più modesti del gestore di dinamiche decise altrove e mette nel baule dei sogni smarriti i roboanti progetti della recente campagna elettorale, promesse che di sicuro non verranno mai mantenute. Giorgio Cortese politica Torna l'incubo dei "poteri forti" nLa denuncia di Mario Monti sull'ostruzionismo dei poteri forti e l'opposizione sistematica di un importante quotidiano, ci ha riportati indietro di qualche mese, quando non passava giorno senza che Silvio Berlusconi addossasse a tizio, caio e sempronio le responsabilità del proprio insufficiente operato. Che il clima attorno al governo tecnico sia cambiato in peggio è sotto gli occhi di tutti, ma si pensava fosse dovuto al comprensibile scontento degli strati meno abbienti ed alle loro associazioni di rappresentanza. Pare che sia invece il capitale solido dell'industria e quello liquido della finanza ad essere maggiormente delusi, o forse è la loro delusione che più scuote il premier, a prescindere dalla reale entità dell'interesse leso. Sarebbe però necessario non scordare la differenza, tutta sociologica, tra potenza, quale imposizione unilaterale di un soggetto sull'altro (teoricamente incompatibile con il regime democratico), e potere, che è invece l'influenza del più forte riconosciuta e legittimata dal più debole. Ecco perciò che il concetto di "potere forte", nella sua natura relazionale, viene a legarsi con lo specifico contesto storico: all'interno dell'arena politica, che è quella in cui il Presidente del Consiglio opera, oggi chi legittima la forza dei grandi capitali industriali e bancari? Lo stesso Mario Monti innanzitutto e questa non è una sorpresa data la natura del suo mandato ed il suo curriculum professionale, ma anche i partiti politici, assai prodighi in quanto a dimostrazioni di obbedienza nelle sedi formali ed informali della rappresentanza. Insomma, fedele al suo ruolo tecnico il Presidente del Consiglio non dovrebbe limitarsi alla genericità dei suoi predecessori ma, appunto perché disinteressato alla rielezione, dovrebbe dire chiaramente chi sta permettendo che certi gruppi di interesse, piuttosto che altri, possano trasformarsi in poteri forti nella sfera delle funzioni legislative ed esecutive dello Stato. Aiuti così gli italiani a capire, se vuole farlo. Marco Lombardi l'era dei tecnici Pensioni d'oro per i ministri nGuardando le dichiarazioni dei redditi pubblicate dagli attuali ministri si scopre che anche nell'era dei tecnici le rendite d'oro sono diffuse. E' possibile che chi ci taglia le pensioni si debba mettere in tasca una pensione da Paperon de Paperoni? Le pensioni d'oro sono ingiuste rispetto al trattamento riservato agli altri comuni lavoratori. Infatti questo privilegio ricade sulle spalle di chi già percepisce pensioni molto più basse. Mario Pulimanti