Sculture in vetro e dipinti Le opere di Silvio Vigliaturo
TORINO Help! Una mostra di Silvio Vigliaturo al museo di scienze regionali di via Giolitti 36. Perché l'artista chierese Vigliaturo chiede aiuto? «Le opere - si legge sull'invito -, tra dipinti di grandi dimensioni e sculture in vetro di oltre due metri d'altezza, rappresentano ciascuna una risposta parziale alla crisi che colpisce l'Occidente e che, per Vigliaturo, non è soltanto economica, ma ha un forte corrispettivo morale nella perdita dei valori, nel nichilismo e nel relativismo che contraddistingue le società postmoderne». Sono parole che sembrano ricalcate dai sermoni di Papa Ratzinger. E neanche troppo a caso, infatti Vigliaturo - specialmente con le sue opere di vetrofusione-, ha lavorato anche per la Chiesa. Sono sue, per esempio, le le vetrate di Santa Maria della Scala, il duomo di Chieri. Ma non mancano neppure i richiami agli ideali artistici addirittura del Romanticismo. «Le opere -spiegano i curatori-, rappresentano la famiglia, nell'esempio ancestrale di Sara e Abramo, come nell'installazione delle quattro sculture di Matrimonio bifronte; la natura, rappresentata dal maestoso fico d'india di Mediterraneo, e ancora, la bellezza, ideale che immancabilmente muove il fare artistico di Vigliaturo. Sono queste le basi primordiali su cui cominciare a costruire una nuova umanità». Le opere di Vigliaturo ricordano certamente le linee di Matisse, gli ingorghi di Mirò e le figure di Chagall. Ma non sono tanto le ascendenze, condivise con molti altri epigoni, ad interessare; quanto la perizia artigiana di vetraio. Il rapporto tra artigianato e tentativi di riflessione é la vera ragione per vedere questa mostra, dato che la crisi occidentale, per quanto non soltanto economica, avrà bisogno di ben altre forze e di basi un po' più solide per essere superata. Riccardo Frola