La terra torna a tremare Passera promette più aiuti
MODENA «Se sarà necessario integreremo il decreto legge» sulle ricostruzioni post-terremoto «se sarà necessario fare di più lo faremo»: è la promessa arrivata ieri dal ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, nel suo intervento al Consiglio regionale straordinario di Confindustria Emilia Romagna tenutosi nel modenese a Finale Emilia, uno dei luoghi simbolo delle devastazioni provocate dal sisma. Il terremoto «in termini di ricostruzione è possibile che sia un'opportunità per rafforzare la competitività di questa area, di questo Paese» ha aggiunto assicurando che da parte del governo«questo impegno c'è ed è un impegno da maniche rimboccate». E mentre il presidente della Regione Vasco Errani chiariva che «va bene la solidarietà di tutte le altre regioni, ma le imprese devono restare qui» e quindi la delocalizzazione dovrà essre «controllata e condivisa con tempi precisi di ritorno», intanto la terra aveva ripreso a tremare da ore. Erano le 3.48 del mattino quando una scossa di magnitudo 4.3 aveva riacceso la paura nelle già martoriate province di Modena, Mantova e Reggio Emilia. A 10.8 chilometri di profondità, l'epicentro era ancora una volta compreso nella zona del modenese più colpita il 20 e il 29 maggio: Carpi, Novi, Fabbrico. E non era ancora finita. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dalle 24 al tardo pomeriggio di ieri si sono poi succedute più di 15 scosse compresa una di magnitudo 3.4 alle 17.56 con epicentro,tra i comuni di Moglia in provincia di Mantova e quelli di Novi di Modena e Concordia sulla Secchia in provincia di Modena. Solo un'ora prima era stata registrata un'altra scossa di magnitudo 3. Dalle verifiche della Sala Situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano comunque danni a persone e a cose. L'elenco delle vittime però si allunga: non ce l'ha fatta Martina Aldi, 38 anni di Finale Emilia, ricoverata da una decina di giorni all'ospedale di Baggiovara. Incinta di pochi mesi, dopo la forte scossa del 29 maggio si era sentita male, aveva perso il bimbo ed era finita in coma. E la terra ieri ha tremato anche in Calabria al confine con la Basilicata. In particolare, alle 2 .47, una scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata al largo del mar Jonio. Un'altra si è verificata nel distretto del Pollino, alle 20.55 di lunedì, con magnitudo di 2.4 e profondità di 6,8 chilometri. (m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA