Addio a Zamana, morto sul lavoro
CARAVINO Le struggenti note del "Silenzio" suonate nella chiesa parrocchiale dagli Alpini arrivati da tutto l'Eporediese con i loro labari listati a lutto hanno fatto, venerdì mattina, da struggente colonna sonora ai funerali di Andrea Zamana, 37 anni, il carpentiere di Caravino, stroncato nella mattinata di martedì scorso da un infarto mentre stava lavorando in un'abitazione in fase di ristrutturazione a Viverone. E sempre gli Alpini hanno voluto portare a spalle, dall'abitazione fino alla chiesa, per quasi un chilometro, la bara coperta di rose rosse di Andrea, che aveva conservato, dopo il servizio di leva la passione per le Penne nere. Una passione che condivideva con il fratello maggiore Massimo, capogruppo della sezione Alpini di Caravino. E il mondo degli Alpini, abituato alla solidarietà e alla vicinanza, non ha voluto mancare e stare vicino ai famigliari di Andrea Zamana, storditi da una scomparsa improvvisa e crudele. Ad accogliere tutti, familiari, parenti ed i tanti amici, con il conforto della preghiera è il parroco don Gianni: «Questo è il momento dei ricordi, della solidarietà umana, ma anche della preghiera più intensa – ha detto il sacerdote nell'omelia – preghiere che ci danno forza perché ci fanno capire che Gesù è al nostro fianco per dare conforto alla famiglia di Andrea ed a tutta la comunità profondamente colpita da questo lutto». La notizia della morte improvvisa di Andrea era arrivata subito a Caravino, ed aveva scosso tutti. A cominciare dal sindaco Antonio Bocchietti, che si era subito recato in casa della famiglia testimoniando il dolore e la vicinanza del paese per la scomparsa di un ragazzo che tutti ricordano pieno di vita e di voglia di lavorare, sorridente e partecipe delle attività della comunità dove viveva. Nei due giorni prima dei funerali, la bella villa in cui Andrea abitava con i genitori era diventata mèta di un triste pellegrinaggio in un atmosfera di ovattato silenzio. Dopo i funerali il corteo è proseguito fino al piccolo cimitero del paese dove Andrea è stato sepolto nella tomba di famiglia. Lo sfortunato Andrea si era accasciato a terra perdendo conoscenza, mentre era intento al rifacimento di un cortile a Viverone. Subito era stato soccorso da un paio di colleghi e dal suo stesso datore di lavoro che gli aveva praticato il massaggio cardiaco, in attesa del 118. Vani anche gli sforzi dei medici: il cuore di Andrea aveva cessato di battere per sempre. Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA