«Ecco perché mi amareggia la mancata festa del 2 giugno»
Gentilissimi amministratori, mi rivolgo a voi che penso abbiate la sensibilità di prendere coscienza del problema sulla mancata Festa del 2 Giugno. E' vero che nella pioggia di polemiche che hanno investito i festeggiamenti del 2 giugno, di cui si era chiesta la sospensione anche per recuperare risorse da destinare ai terremotati dell'Emilia, potrebbe fare apparire a prima vista la mia lettera di cittadino, contribuente ed elettore, una voce fuori dal coro. Ma penso che anche nelle nostre piccole realtà sia giusto festeggiare la festa del 2 giugno, quella che unisce e cuce con il filo della storia e dei sacrifici dei nostri padri, nonni e bisnonni la nostra amata Patria e le nostre piccole ma vive comunità! Il 2 giugno è la festa della Repubblica, se vogliamo che lo Stato sia vicino a noi non come una matrigna che tassa o sordo e cieco quando il malaffare imperversa, dobbiamo festeggiare per riconoscere la nostra Nazione. Nessuno si aiuta da solo. Certo la festa della Repubblica non si organizza il giorno prima, ma davo per scontato questo appuntamento, dopo aver sentito la vostra volontà nell'incontro avuto il giorno dopo il primo Consiglio comunale, di collaborare con tutte le associazioni e di trovare dei comuni momenti di aggregazione. Penso che per organizzare una Festa a livello di comunità ci vuole solo la buona volontà dell'amministrazione comunale per coinvolgere tutte le associazioni, con una cerimonia anche sobria che ci unisca e non che si formi ancora di più il baratro tra il "Palazzo" e noi cittadini. Sarebbe stata anche un'occasione per preparare alla sera e alla buona una cena tra tutte le associazioni, perché festeggiamento e lutto non si elidono ma uniscono. Sono amareggiato come favriese che si sia persa un'altra occasione per cercare di cementare dei rapporti di collaborazione tra le associazioni. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana, giorno in cui si celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14 luglio francese, anniversario della Presa della Bastiglia, e al 4 luglio statunitense, giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione d'indipendenza. La data deriva dal fatto che il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia o repubblica, in seguito alla caduta del fascismo. Certo come "favriot" abbiamo la Festa patronale, che è per noi favriesi la nostra piccola festa Patria. Ma in quel giorno abbiamo tutti degli ospiti in casa o siamo invitati da parenti o amici e diventa difficile fuori dalla processione fare unità e condivisione durante la giornata, sciamando poi tutti, nel tardo pomeriggio e nella serata verso le sempre belle giostre del luna park, con il culmine della festa al martedì sera con lo spettacolo pirotecnico invidiato da tutto il Canavese. Pazienza allora, se avete perso come amministratori questa occassione di condividere con il vostri concittadini, che recentemente vi hanno eletto, che la Repubblica siamo noi, fatta di uomini e donne che nella propria quotidianità si impegnano nel sociale e alla tutela dell'ambiente e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per il diritto alla salute e all'abitare, per l'istruzione, per la trasformazione ecologica della produzione, pazienza! Credevo fosse giunto il momento che fossero queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno con le Associazioni della comunità che sono l'arteria pulsante che ci fa vivere con il loro apporto di lavoro anonimo e fatto gratuitamente per il nostro quotidiano benessere e per contribuire direttamente a costruire un diverso futuro alle prossime generazioni invertendo l'attuale rotta. Scusate l'amaro sfogo, ma vedere il 2 giugno ridotto a festa commerciale dei supermarket aperti mi fa pensare che tra il "Palazzo" e i cittadini anche a livello locale si stia aprendo un brutto baratro di incomprensioni che non promette nulla di buono. Colgo l'occasione per augurare buon lavoro agli amministratori eletti. Con viva cordialità. Giorgio Cortese concittadino elettore contribuente favriese