Mediapolis, il convitato di pietra

IVREA Mediapolis, il convitato di pietra. Ogni volta che si parla di turismo si arriva sempre lì, al parco dei divertimenti annunciato dodici anni fa e mai partito. Si è a lungo parlato, nella mattinata dedicata al confronto con l'assessore regionale al Turismo Alberto Cirio, dell'importanza di avere dei poli di attrazione che creino motivazione nel turista e si poteva quindi immaginare che il convitato di pietra sarebbe stato chiamato al tavolo. In realtà, l'assessore comunale a Commercio, turismo e manifestazioni Elisabetta Ballurio, ha poi avuto modo di precisare che per Mediapolis servirebbe un convegno a parte e la decisione di non inserire l'argomento a priori nel convegno è stata presa per evitare che si monopolizzasse l'attenzione su quel progetto perdendo di vista tutto il resto. Ma la tentazione è troppo forte e Luigi Ricca, sindaco di Bollengo, già assessore regionale al Commercio, approfitta del dibattito per entrare nel tema. E ci va giù duro, commentando poi: «Non ce l'ho fatta a non dire quello che pensavo». Ha chiesto, Ricca, un impegno forte all'assessore Cirio per sbloccare la situazione burocratica. «Sarò rimasto l'ultimo dei Mohicani - ha detto in un intervento appassionato - ma chiedo si dica sì ad un progetto che attende da dodici anni e che ora aspetta, in Regione, dove non si sa perché non prosegue la procedura». E anche il consigliere regionale Pdl Roberto Tentoni ha rincarato la dose parlando di «resistenze senza senso di funzionari e dirigenti». E, ovviamente, mentre la sala rumoreggiava ha chiesto di intervenire anche Bruno Dominijanni, del Fai. Che ha sottolineato: «Ma quali resistenze, c'è una procedura in corso prevista da un accordo di programma che vede la necessità, per Mediapolis, di presentare un piano finanziario credibile. Piano che non è stato presentato e che non può essere presentato perché non ci sono investitori». Dominijanni ha commentato anche come una boutade il comunicato del consiglio di amministrazione di Mediapolis che, nei giorni scorsi, ha reso noto di voler rinunciare ai fondi del Patto territoriale pur di sganciarsi dalla procedura pubblica, per poter cominciare presto i lavori. «Se Mediapolis esce dal Patto territoriale - ha osservato Dominijanni - rinuncia al suo essere di pubblica utilità ovvero il motivo per cui ha avuto le concessioni». (ri.co.)