I SOLDI A MESSI ORA DOBBIAMO DARGLIELI NOI

di STEFANO TAMBURINI Corrono il doppio di noi, forse anche in campo ma nell'accrescere i propri debiti sicuramente sì. Gli spagnoli sono campioni di tutto, anche nel chiedere soldi alle banche e non restituirli. Fra prima e seconda divisione – le nostre serie A e serie B – i debiti accumulati si aggirano intorno ai cinque miliardi. Poco meno del doppio di quelli dell'italico pallone, fermo a due miliardi e sei. Fosse solo un problema fra le società di calcio e le banche potremmo fermarci alla disparità di trattamento che viene riservata a una famiglia o un'azienda "normale": con buchi della stessa portata rispetto alle entrate sarebbe da tempo che ci avrebbero costretto a rimettersi in riga o a portare i libri in tribunale. Ma non ci si può fermare qui adesso che si è appena scoperto che la Spagna – o meglio un buon numero di banche di quel paese – ha accumulato debiti per 19 miliardi e che quel buco dovrà finanziarlo l'Europa. Anzi, per permettere all'intero sistema bancario iberico di continuare a sorreggersi i miliardi da tirar fuori saranno ben 100. Di fatto, semplificando i vari passaggi, ognuno di noi finirà per occuparsi del bonifico di fine mese a Cristiano Ronaldo, Messi e Josè Mourinho. E non è che ci siano molte alternative. Far morire il calcio – chiedendo un rientro immediato dallo scoperto a Real Madrid e Barcellona, che da sole fanno un miliardo e due di scoperto – non risolverebbe il problema, anzi. Il calcio genera liquidità: il problema è trovare la forza di intercettarne il più possibile per cominciare ad abbassare il debito. Lo Stato spagnolo ha dato tempo fino al 2020 (ma cominciando a pagare nel 2014) per ripianare almeno tasse e contributi non versati. Detto questo, non è che possiamo beatificarci per avere solo la metà dei problemi degli spagnoli. Il Bayern Monaco ha disputato (e perso) due fra le ultime tre finali di Champions e ha i conti in attivo. Questo vuol dire che fare calcio ad alti livelli senza indebitarsi più del lecito volendo si può. E qui entra in ballo la buona politica, ma fino a ora c'è stata – anche in Italia – la corsa a disturbare il meno possibile le società di calcio, perché servono per generare consensi: un vero e proprio oppio per i popoli. Qualcuno di voi avrebbe mai pensato di dover pagare lo stipendio di Messi? Ebbene, sta per accadere anche questo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA