Alcol e droga nei giovani, cresce il consumo
VERRES Per fortuna, non è aumentato, neanche in Valle d'Aosta, il numero di chi si droga, ma è aumentato il consumo. E' quanto è venuto fuori dall'incontro pubblico di venerdì scorso, nel salone Bonomi, a Verrès, sul tema "Una serata da sballo: riflessioni sul consumo di alcol e sostanze stupefacenti nei giovani", organizzato dall'Assessorato regionale e dall'amministrazione verrezziese. Sono intervenuti il sindaco Luigi Mello Sartor, l'assessore alle Politiche sociale di Verrès, Nunzio Venturella, l'assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce, il direttore dei servizio per le dipendenze patologiche regionali, Lindo Ferrari, e la psicologa Paola Lavoyer dell'èquipe di prevenzione del Sert, servizio di prevenzione per le dipendenze. Sul difficile e per alcuni aspetti drammatico tema del consumo di alcol e droga nei giovani, dopo il saluto del sindaco, l'assessore Venturella ha detto: «Il consumo di alcol e stupefacenti riguarda oltre il 2% dell'intera popolazione italiana (inclusa ovviamente anche la valle d'Aosta). Per quanro riguarda gli stupefacenti, si può dire che le vecchie droghe sono state sostituite in modo pesante da quelle delle pastiglie composte da molecole chimiche che provocano danni celebrali gravi e permanenti. Vi sono anche popolazioni di paesi poveri che ci si droga inalando benzine o vernici». I dati dicono che l'80,3% dei giovani tra i 14 e i 30 anni ha ammesso di aver fatto uso di marijuana o hashish e che molti di questi individui continuano a farne uso, spesso anche ricorrendo a sostanze più potenti». Sull'argomento è intervenuto il dottor Ferrari, che, dopo aver affermato che non è aumentato, neanche in Valle d'Aosta, il numero di chi si droga, ha però precisato che è aumentato il consumo: «Questo sta significare che chi si droga ne assume sempre di più, di conseguenza peggiorando sempre di più la propria». Rispondendo alla varie domande poste dai presenti, Ferrari si è dichiarato favorevole alla liberalizzazione della droga, anche se contrario a qualsiasi assunzione, sia di droghe leggere che pesanti. Sull'argomento l'assessore Lanièce ha però subito precisato che «se la legge italiana proibisce la liberalizzazione della droga, noi dobbiamo osservarne il divieto e muoverci come enti sanitari in modo da scongiurare l'uso che in molti casi porta a conseguenze irreversibili». Luigi Varese