Inceneritore, arriva un altro no
ALICE SUPERIORE Riflettori accesi sul progetto dell'inceneritore di Vidracco. Venerdì sera, ad Alice Superiore, si è tenuta una riunione plenaria organizzata dalla Comunità montana, presieduta da Marina Carlevato e dall'assemblea dei sindaci guidata da Giulio Roffino. Erano 15 su 25 gli amministratori presenti. Numeroso anche il pubblico. Tra loro pure le associazioni ambientaliste che da tempo, ormai, si battono contro l'impianto. «La Comunità montana condivide la contrarietà dei Comuni e dei cittadini alla costruzione di un inceneritore in Valle - dice senza mezzi termini la presidente Carlevato -. Sono state raccolte 1300 osservazioni contrarie da parte della popolazione e oltre 5000 firme contro il progetto, non si può non tenerne conto». Quindi Carlevato prosegue: «Sgombriamo il campo dagli equivoci, siamo favorevoli agli impianti di produzione di energia che utilizzano fonti rinnovabili, ma, da quanto è emerso dalle carte del progetto quello che si vuole realizzare a Vidracco è un inceneritore a tutti gli effetti. Riteniamo necessaria una rivisitazione dell'impianto, solo in quel caso si potrebbe riparlarne. Alla prossima conferenza dei servizi che verrà organizzata dalla Provincia di Torino ribadiremo il concetto». «Come è noto – fa sapere Federico Steffenina, sindaco di uno dei comuni contrari all'impianto -, avevamo chiesto che la Provincia di Torino valutasse l'opportunità di sottoporre l'impianto, che noi riteniamo essere un inceneritore a tutti gli effetti, ad una valutazione di impatto ambientale. Nell'attesa del verdetto abbiamo richiesto e ottenuto che la Comunità montana diventasse parte attiva del dibattito, perché l'inceneritore, oltre alle grosse perplessità ambientali, suscita, secondo noi, anche parecchi dubbi normativi. Mi spiego, la costruzione ha tutte le carte in regola dal punto di vista urbanistico? Le distanze minime dalle aree edificate sono state rispettate? Insomma, il progetto è in linea con il piano regolatore? Questi sono tutti ambiti di competenza della Comunità montana, che con la sua esperienza può analizzare nel dettaglio e sottoporre alla Provincia eventuali incongruenze amministrative e tecniche». Riccardo Frola