Struggente ricordo di don Bianchi ai funerali di Allaria
CASTELLAMONTE Chiesa parrocchiale dei Santissimi Pietro e Paolo gremita, venerdì, per l'ultimo saluto a Gianni Allaria, 74 anni, il gioielliere di Castellamonte suicidatosi martedì scorso, forse in un momento di sconforto, con un colpo di pistola alla tempia. Toccanti le parole pronunciate, durante l'omelia, dall'arciprete don Angelo Bianchi: «Gianni aveva un appuntamento con suo figlio che lo stava aspettando. Ora, lo ha raggiunto nell'eternità». L'arciprete, rivolgendosi poi alla moglie Maria ed ai figli Luigi e Andrea ha detto che, grazie alla fede, non saranno mai soli. «C'è una comunità, e ci siamo anche noi, che ci stringiamo attorno a voi. Ora Gianni è nelle mani del Signore che gli darà quella felicità che probabilmente gli è mancata in quest'ultima parte della sua vita» ha sottolineatoa il religioso. «Dobbiamo rammaricarci tutti per non essere stati in grado di raccogliere quei segnali di sofferenza che probabilmente Gianni ci ha mandato - ha osservato, ancora, Don Bianchi - . "Vi amo, vi voglio bene" avrebbe voluto dirci prima di morire, ma non ce la faceva più». Certo, l'esistenza della famiglia Allaria non è stata più la stessa dopo la morte, nell'estate del 1993, a soli 16 anni, del figlio minore Marco, suicidatosi anch'egli con un colpo di pistola lungo un sentiero che dal rione San Grato sale verso il castello. Gianni Allaria, prima di lasciare l'attività ai figli, ha retto l'omonima gioielleria nella centrale via Costantino Nigra. Proprio al secondo piano dello stabile l'uomo, martedì scorso, ha deciso di farla finita. Alla cerimonia funebre erano presenti molti commercianti di Castellamonte, il sindaco Paolo Mascheroni e l'amico di sempre, Giovanni Bocchiardo, con il quale aveva condiviso, per moltissimi anni, la passione per la pesca. (d.r.)