A tempo di record due nuovi argini lungo il canale Caluso
SAN GIORGIO Una volta tanto si interviene prima dell'emergenza. Succede a San Giorgio dove il Consorzio dei canali del Canavese, su sollecitazione dell'amministrazione comunale, che aveva emesso un'ordinanza ad hoc, ha provveduto in tempo record a realizzare due nuovi argini, lungo il tratto del canale di Caluso. Se non lo avesse fatto il rischio era per San Giorgio, e per parte dei vicini di casa di San Giusto, di finire sotto acqua in caso di esondazione. In due zone del paese le acque del canale avevano eroso le vecchie sponde in pietra, non più in grado di imbrigliare il corso d'acqua. È vero che in caso di eventi alluvionali il canale può essere chiuso dalla centrale di Spineto, a Castellamonte, per arrivare fino alla frazione Mandria di Chivasso, ma ci vogliono almeno 12 ore prima che ciò avvenga. Insomma, c'è tutto il tempo per allagare case e terreni con danni enormi. Il primo intervento, meno costoso (50mila euro) ma più urgente, è stato realizzato in via Europa, dove il canale scorre in un'elegante zona residenziale tra villette e giardini. «In un tratto in curva a monte – spiega l'assessore alle opere pubbliche, Claudio Salanitro – il canale si era mangiato due metri di sponda. Il rischio era che uscisse dagli argini allagando tutto il paese trovandosi in un tratto in discesa. Il consorzio ha quindi costruito una sponda in cemento della lunghezza di una trentina di metri che ha messo in sicurezza il tratto. Inoltre, abbiamo eseguito un monitoraggio di falda con due piezometri, in una zona più a valle, per capire il problema delle infiltrazioni d'acqua che si sono verificate in alcune case della zona Europa». Più costoso il secondo intervento che ha interessato un tratto di argine lungo circa 600 metri in via Bardesono. Anche in questo caso il canale scorre a ridosso di un quartiere residenziale sorto di recente. Senza il rifacimento dell'argine tutte le nuove villette avrebbero potuto essere allagate. «In questo caso -puntualizza Flavio Macone, direttore del Consorzio - il fenomeno normale dell'erosione delle sponde è stato complicato dall'antropizzazione dell'area». Anche per questa situazione il consorzio ha realizzato un argine in cemento armato con micropali. Terminati in questi giorni, i lavori sono costati complessivamente 350 mila euro. finanziati per il 90% dalla regione Piemonte e per il restante 10% dal Consorzio stesso. Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA