Il sisma ferma la Nazionale, niente Lussemburgo
FIRENZE I 23 azzurri ci sono. Ma che Italia sarà all'Europeo, questo davvero non si può chiedere neanche a Cesare Prandelli. Finora, la sua preparazione per l'appuntamento più importante della carriera è stata una corsa a ostacoli. Dal cuore matto di Cassano alle pazzie di Balotelli. Dall'infortunio di Rossi agli stop di Chiellini e Montolivo. Dal no agli stage fino ai pochi giorni di preparazione, vista la stagione lunga degli juventini. Per chiudere - e il ct incrocia le dita - con la tempesta del calcioscommesse fin dentro Coverciano e col terremoto vero e proprio in Emilia, con l'annullamento del primo dei due test amichevoli a Parma contro Lussemburgo. Non si poteva giocare con i morti del terremoto dell'Emilia. Si parte per Cracovia tra una settimana. Domenico Criscito è rimasto a casa, su di lui ha gravato il «disumano peso» di un avviso di garanzia, di un interrogatorio davanti al pm di Cremona. È un bel guaio tattico, per la sua nazionale, visto che il ragazzo era titolare fisso a sinistra della difesa. Ma il ct ha capito subito che non si poteva far partire il giocatore. «Nessuna riserva su Bonucci», invece, che pure era oggettivamente meno indispensabile dell'escluso al reparto. E che come promesso è ufficialmente entrato nella lista dei 23 consegnata all'Uefa. Perché non ci sono avvisi di garanzia, la spiegazione ufficiale. Va ad aumentare il numero di bianconeri l'azzurro last minute Giaccherini. Nei 23, Chiellini è il jolly di difesa buono anche per la sinistra occupata dal solo Balzaretti (ma anche Ogbonna si può adattare). A centrocampo, con i sei uomini base (Pirlo, Marchisio, De Rossi, Montolivo anche lui in recupero, più Thiago Motta e Nocerino) è rimasto posto per la fantasia di Diamanti. Alla fine tutti i sei attaccanti non sono rimasti, troppe incognite negli altri reparti. Prandelli ha rinunciato alla freschezza di Destro per un pizzico di personalità con Borini.