Il Canavese va a Roma
IVREA Anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del Canavese, sono pronte a marciare su Roma in occasione della manifestazione nazionale prevista per sabato 2 giugno, con una protesta pacifica, e una piattaforma unitaria per il lavoro, la crescita, e la difesa del welfare. Lo scorso venerdì in un incontro nella sede eporediese della Cisl Rita Castelnuovo, Sergio Melis, e Luca Cortese, responsabili canavesani di Cgil, Cisl e Uil, hanno fatto il punto della situazione e presentato la piattaforma che parte dalla richiesta al Governo di mettere al centro della sua agenda l'attuazione di politiche per la creazione di lavoro, a partire dall'emergenza della disoccupazione e dalla necessità di reimpiegare le centinaia di migliaia di lavoratori ancora coinvolti dagli ammortizzatori sociali: «Per questo – ha sottolineato Melis – vanno create tutte le condizioni necessarie per rilanciare gli investimenti infrastrutturali, materiali ed immateriali, nei trasporti nelle reti energetiche, nella manutenzione e difesa del suolo, nella innovazione e nella ricerca, utilizzando a questo fine tutte le risorse pubbliche disponibili, coinvolgendo le imprese ed i capitali privati, sbloccando il patto di stabilità negli enti locali ed ottimizzando l'utilizzo dei fondi nazionali ed europei per il mezzogiorno». «La piattaforma unitaria – aggiunge Luca Cortese – propone di utilizzare una quota significativa delle risorse recuperate nel 2012 dalla lotta all'evasione fiscale, istituire una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, per non far pagare sempre lavoratori e pensionati, la tassazione sui capitali esportati, rendere più efficiente e meno costoso il sistema politico razionalizzando i costi di gestione della pubblica amministrazione e semplificando i processi decisionali. I meccanismi di revisione della spesa in corso da parte del Governo devono eliminare le componenti improduttive». « La grande partecipazione alla fiaccolata per la legalità di mercoledì scorso – conclude Castelnuovo – ha dimostrato che la gente ha voglia di tornare protagonista del suo futuro. Come organizzazioni sindacali dobbiamo provare a diventare un punto di riferimento». Lydia Massia