«Mai avuto a che fare con i malavitosi»

RIVAROLO Una città in mano alla 'ndrangheta, che avrebbe condizionato le scelte dell'amministrazione comunale, indirizzandole, o solo una montagna di ipotesi, di sospetti, ancora tutti da verificare? Il giorno dopo la Waterloo di Fabrizio Bertot, la città intera s'interroga su quale possa essere stato il percorso di un rampante della politica prima dello tsunami che sembra aver spazzato via la Rivarolo "un passo sempre avanti", parafrasando uno slogan caro all'ex primo cittadino. Nei documenti passati al setaccio dalla commissione prefettizia emergerebbe una rete di rapporti che definire ambigui pare un eufemismo, ma poi ci si scontra con chi ha lavorato e lavora a Palazzo Lomellini e rifiuta in modo categorico che su molte delle chiacchierate opere si sia allungata la mano della criminalità organizzata. Alberto Gallo Lassere, per esempio, è il comandante della Polizia municipale, ma in più di un'occasione ha ricoperto il ruolo che compete al responsabile di un determinato procedimento in materia di lavori pubblici. «Ho la coscienza tranquilla. Contatti con malavitosi non ne ho mai avuti. Forse i non addetti non lo sanno, ma in base all'articolo 125, comma 8, del decreto legislativo 163 del 2006, per opere con un impegno di spesa sino a 40mila euro c'è la possibilità dell'affidamento diretto da parte, appunto, del responsabile del procedimento. E per queste stesse opere, prima dell'affidamento, si esaminano in genere da tre a cinque preventivi, cosa che è sempre stata fatta». Quali condizionamenti, dunque? Tutto fatto all'insegna della trasparenza, sembrerebbe. La Iso Scavi, una delle ditte tirata in ballo, quella di Occhiuto, per esempio, i lavori di via Ivrea li avrebbe avuti in subappalto e la demolizione della scuola di Argentera ottenuta (al ribasso) perché un'altra ditta quei lavori non li avrebbe mai eseguiti. Anche i professionisti che in questi anni con l'amministrazione Bertot ci hanno lavorato respingono l'idea di essere accomunati a dei delinquenti. Nella città che s'indigna al solo sentire la parola "mafiosi" e prepara i manifesti e le fiaccole ce n'è un' altra che difende il "suo" sindaco e continua a credere che la mafia non sia mai stata e non sia cosa di Rivarolo. (m.mi.)