Ecco il progetto della città ideale dell'auto

di Marco Scafati Un tempo le città fantasma eravamo abituati a vederle nei vecchi western, o al limite in qualche film horror. Quella che invece stanno per costruire nei dintorni di Hobbs, comunità di 43 mila abitanti nel New Mexico raggiungibile in aereo da Houston, Albuquerque e Denver, avrà tutt'altra funzione: sarà infatti una smart city costruita su una superficie di 40 chilometri quadrati e modellata sulla struttura urbana della cittadina di Rock Hill (in Sud Carolina), che ospiterà edifici e strutture di vario tipo nonché reti elettriche, per le telecomunicazioni, idriche e stradali. Che c'è di strano? Nulla, in fondo. Perché come ogni ghost town che si rispetti non vi abiterà anima viva, tanto per cominciare. L'enorme sforzo edilizio che prenderà il via il prossimo 30 giugno servirà infatti a regalare un banco di prova a grandezza naturale (ma senza l'intralcio delle persone...) dove i ricercatori potranno sperimentare in un ambiente quanto mai realistico le tecnologie eco-compatibili che nei prossimi anni sono destinate ad entrare nelle nostre città e nelle nostre vite. A partire da quelle che rivoluzioneranno il concetto stesso di mobilità: strade "intelligenti" capaci di comunicare con i veicoli in transito nonché sistemi di monitoraggio e gestione del traffico, ad esempio, fino ad arrivare al sogno non proprio nascosto delle self driving car: le auto che si guidano da sole. Molti ci stanno lavorando da tempo: costruttori come General Motors a Bmw tanto per citarne qualcuno, ma anche colossi informatici come Google. Che in questa città reale, e non virtuale, magari avranno modo di capire a che punto sono con la ricerca e la messa su strada. Nel progetto Cite (Center for innovation, testing and evaluation), questo il nome dell'iniziativa, troveranno poi spazio anche altre tematiche connesse con l'automotive, come l'implementazione di sistemi wireless o le stazioni di servizio completamente automatizzate. «L'unica cosa che spero non faremo saranno test distruttivi, facendo saltare in aria le cose», dice Bob Brumley, manager della Pegasus Holdings, che realizzerà il progetto. Un progetto per cui è stato previsto l'investimento di un miliardo di dollari dando lavoro a 350 persone, più 3.500 di indotto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA