Rio San Pietro, uno studio per evitare le esondazioni

CASTELLAMONTE Mai più esondazioni del rio San Pietro. Lo hanno promesso gli amministratori di Castellamonte che hanno affidato all'ingegner Gianluca Noascono l'elaborazione di uno studio di massima della criticità idraulica del corso d'acqua, e avviato un censimento dei danni subiti dai residenti alluvionati nel luglio dello scorso anno. Il censimento è stato richiesto al Comune di Castellamonte dall'architetto Andrea Tealdi, responsabile del settore opere pubbliche e difesa del suolo della Regione Piemonte. «Non appena avremo a disposizione tutti i dati – spiega il sindaco, Paolo Mascheroni -, li invieremo alla Regione per ottenere una qualsiasi forma di contributo a favore dei cittadini che hanno visto danneggiate le loro abitazioni. Nel frattempo, per evitare il ripetersi un simile evento, abbiamo deciso di affidare a Noascono l'incarico di valutare le possibili soluzioni per evitare futuri allagamenti». L'iniziativa della stesura dello studio idrogeologico sul rio San Pietro è stata accolta con favore, ma anche con qualche perplessità dagli abitanti del rione Borgonuovo. Alcuni di questi, nelle scorse settimane, avevano inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Ivrea accusando la riconfermata amministrazione comunale di non aver effettuato le dovute manutenzioni del rio che il 13 luglio dell'anno passato, come detto, avevano invaso garage e scantinati provocando danni per circa 300mila euro. A finanziare lo studio è stata la stessa Regione Piemonte con un contributo di 25mila euro. «I primi dati – sottolinea il vicesindaco Giovanni Maddio – evidenziano che il San Pietro, collettore di un grande bacino che si estende a monte verso parte delle frazioni Sant'Anna Boschi e Filia, in caso di piogge torrenziali crea una serie di criticità a causa di una serie di ponticelli, non sufficientemente ampi, presenti lungo il corso del rio che è alimentato anche dalle acque provenienti dai rii Valgrand, Ferrero e Leonatto». Dal vecchio Maglio di località San Bernardo, poco oltre lo stabilimento Asa, i minuscoli ponti che potrebbero fare da tappo allo scorrimento dell'acqua, quando la portata del rio raggiunge i 40 metri cubi al secondo, sono ben tredici. «Per questo lo studio affidato all'ingegner Noascono – aggiunge Maddio – , oltre alle soluzioni tecniche di mitigazione o eliminazione delle conseguenze delle future alluvioni del rio San Pietro, dovrà proporre le migliori soluzioni possibili, sia per quanto riguarda la realizzazione di un canale scolmatore che per quel che concerne l'attuale sistemazione dell'alveo». Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA