Senza Titolo

In quella struttura di piazza della Credenza ci si arriva non solo nei più disparati modi e con i più svariati mezzi e soprattutto nei più inimmaginabili orari; chi scrive questa memoria, vi arrivò, susseguente all'iniziale assistenza del 118, con un'autoambulanza di cui pare nessuno, nelle concitazioni del momento dell'iniziale assistenza - tra le ore 9,40 e le 10,00 di un bellissimo giovedì di primavera - ricorda il colore. Soccorso ad una fermata della linea 3, assistito lungo i tre chilometri o poco più di percorso dal quale distavo dall'Ospedale, all'arrivo incominciarono, verosimilmente, a rendere operativi quell'insieme di accertamenti volti a definire, tra i vari elementi necessitanti di assistenza, priorità e percorsi protocollari di intervento appropriati al caso. La struttura specialistica nella quale fui affidato, fu quella Neurologica. A seguito di una anamnesi volta a risvegliare quanto vi era di richiamabile, incominciarono, suppongo ora, quell'insieme di esami, di test e quant'altro dei quali, più che gli acronimi citati inerenti agli esami perseguiti, è tuttora viva in me, l'assistenza offertami. Furono, in quella Struttura di "encomiabile Eccellenza", nove giorni di assistenza dove ogni componente di quel grand'insieme di grande professionalità operarono - come un "Ensamble" sinfonico di alta caratura - a porre la loro propria melodia e armonia al servizio della professione intrapresa. In quell'ambito emersero, ed emersero in modo sinergico ed armonico, professionalità, dedizione e garbo; evidentemente il ciclo selettivo e formativo del personale preposto a tale Eccellenza - davvero straordinario e motivato il loro impegno - con il loro comportamento implicitamente avvalorarono l'intrinseca bontà e professionalità della loro formazione: ciò, a tutti i livelli. A questa testimonianza gradirei altresì ringraziare il personale delle ambulanze, non solo per il loro istituzionale intervento, ma altresì per la loro correttezza comportamentale davvero encomiabile, come lo fu per le prime due persone che mi soccorsero. a. c.