Si stringe il cerchio sul killer della scuola
di Maria Rosa Tomasello wINVIATA A BRINDISI Il killer che ha ideato la strage di Brindisi, l'uomo che ha premuto il telecomando, che ha aspettato di vedere le ragazze morire e ha guardato senza pietà dentro l'orrore prima di allontanarsi senza essere visto, avvolto dal fumo e dalle urla, ha un volto, forse ha già un nome: il suo gesto potrebbe essere quello di un lupo solitario «in guerra con il mondo». Le immagini riprese dalle telecamere del chiosco "Il panino dei desideri", una struttura cubica in metallo che sorge di fronte alla scuola, mostrano una persona di statura media, di età compresa tra i 40 e i 55 anni, in abiti sportivi, giacca scura, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica, mentre spinge il pulsante di un meccanismo che tiene nella mano sinistra. Sono immagini a bassa risoluzione, 60 secondi, pochi fotogrammi, ma sufficienti a disegnare un identikit verosimile dell'assassino, utile a stringere il cerchio attorno a chi ha spezzato a 16 anni la vita piena di speranze di Melissa Bassi, a segnare per sempre quella di Veronica Capodieci, ricoverata in Rianimazione a Lecce, e di altre quattro studentesse con l'unica colpa di essere andate a scuola. I rilievi e le misurazioni effettuate dagli investigatori per tutto il giorno sulla scena dell'incubo raccontano gli ultimi istanti prima dell'esplosione. L'uomo aziona il meccanismo di attivazione dell'ordigno costruito inserendo tre bombole da 15 chili di gas in un cassonetto, collegate l'una all'altra da fili elettrici e provviste di innesco su una soltanto, le altre esploderanno "per simpatia". Si nasconde dietro al chiosco e rimane in attesa. Passano dieci, venti, quaranta secondi: arrivano le ragazze del pullman di Mesagne, passa Melissa, e la bomba esplode. A farla scattare è con ogni probabilità un meccanismo "volumetrico", provvisto di un rilevatore di movimento: un passo, ed è l'inferno. Il killer guarda la sua opera e se ne va, ma commette un errore: non sa di essere ripreso. Lo fissa per sempre una delle tre telecamere che sorvegliano il box dei panini, uno "scatto" che potrebbe consegnarlo già nelle prossime ore agli investigatori, proprio nel giorno in cui il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri arriva a Brindisi assieme al Guardasigilli Paola Severino per presiedere questa mattina un vertice investigativo in prefettura e il premier Mario Monti si prepara a partecipare ai funerali di Melissa a Mesagne. Il reato ipotizzato è quello di strage. Nell'ipotesi considerata più probabile, dunque, il killer agisce perché è «in guerra col mondo» e nella fase organizzativa potrebbe avere avuto collaborazione. E' un assassino che costruisce una bomba non particolarmente sofisticata, ma che deve essere «esperto di elettronica» ed è determinato a dare al suo gesto la massima risonanza, spiega il procuratore: lucido nella scelta della scuola, l'istituto intitolato a Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone e il giorno, alla vigilia del passaggio della carovana per la legalità: «Non sappiamo se è di Brindisi, ma di certo conosce il territorio». Il cassonetto blu viene piazzato davanti alla scuola già "armato", con ogni probabilità prima delle tre di notte, quando una testimone vede qualcuno muoversi davanti alla scuola, un uomo che però la donna non riconosce nelle immagini del video: forse perché visto per pochi attimi nel buio, o perché c'è un complice. E' pomeriggio quando su un albero della piazza viene ritrovato uno degli ultimi pezzi con il numero di matricola del contenitore, un piccolo cassonetto su ruote: potrebbe essere stato prelevato dalla strada o acquistato. Caduta la pista dell'ex militare ascoltato in questura nella notte di sabato, si battono tutte le strade. ©RIPRODUZIONE RISERVATA