All'ABC Ciliegine di Laura Morante Storia romantica
IVREA Laura Morante è un'attrice di cinema e teatro sensibile e intelligente, che ha interpretato film di Nanni Moretti, Pupi Avati, Gianni Amelio, Gabriele Salvatores e tanti altri registi. Ma la stessa Morante ha impiegato ben sette anni per poter portare sullo schermo un suo soggetto che aveva scritto tanto tempo fa. Ne sono passati altrettanti per poter affiancare nella produzione un francese in questa commedia romantica intitolata "Ciliegine" (in programmazione questo fine settimana all'ABCinema), dove interpreta anche il ruolo della protagonista Amanda. La vicenda è ambientata a Parigi. Si tratta di una donna di mezza età che ha una relazione complicata con Bertrand e in generale con i maschi, che li considera troppo distratti, egoisti e svagati per una donna come lei, generosa. Alla vigilia di Natale, pianta il fidanzato, perchè ha preso l'ultima ciliegina che era sulla torta. A Parigi, la sua amica del cuore Florence (Isabelle Carré), che ha un marito psicanalista, la classifica subito come malata di androfobia, cioè paura degli uomini, in realtà lei stessa considera di avere un carattere difficile, che l'ha portata a rapporti burrascosi con i suoi compagni, che però nel corso del tempo, sono diventati idilliaci. Nel film Amanda partecipa a un veglione di fine anno dove conosce Antoine, diverso da tutti gli altri che ha frequentato finora e scambia la cupa depressione di costui (da poco tempo separato dalla sua donna), per discrezione, timidezza e gentilezza d'animo. Il classico stereotipo gay, innocuo e non disponibile, e quindi se ne innamora, convinta di non poter essere ricambiata se non con l'amicizia. Forse per questo motivo Amanda accetta di frequentarlo, ne diventa amica e confidente, smettendo fissazioni, fanatismi e pregiudizi. Così Amanda diventa per la prima volta tenera, comprensiva e disponibile, liberando la femminilità che è in lei. Nel frattempo l'equivoco viene assecondato per favorire la guarigione della protagonista. La regista Morante ha ricercato nel film un tono non ironico, ma soltanto buffo e anche un po' fiabesco che ricorda certe situazioni tipiche di Woody Allen. Flavio Ruffatto