Parrucchiera per passione

RIVAROLO «Mettersi in gioco fa parte del mio carattere. Ed è con questo spirito che affronto Lady commercio, un modo per far conoscere la realtà commerciale del Canavese che, nonostante tutto, è vivace. E molto rosa». Lo dice Giuliana Romano, tra le prime a proporsi al concorso della Sentinella, Lady commercio 2012. Giuliana Romano ha 42 anni e fin da bambina ha avuto un solo desiderio per il futuro: fare la parrucchiera. «Da bambina tagliavo continuamente i capelli alle bambole - racconta - e mi arrabbiavo perché non ricrescevano». Tanto impegno e volontà e, soprattutto, la formazione. Dal 1989 al 1996, Giuliana Romano ha lavorato a Ivrea, al salone di Adele Morabito, meglio conosciuta come Linuccia, oggi scomparsa, imprenditrice che tanto ha dato nella formazione delle parrucchiere. Poi, a novembre del 1996, il grande salto. «Ho aperto un negozio tutto mio a San Giusto, nella piazza del municipio - dice - ed è stata (ed è) una bellissima esperienza». Ma non è tutto. «Sono curiosa e tenace e, come ho già detto - continua - mi piace mettermi in discussione. Amo le sfide e volevo provare a cimentarmi anche con un negozio che avesse caratteristiche diverse». E allora? «E allora nel marzo dello scorso anno ho aperto il mio secondo negozio - spiega - e l'ho fatto al centro commerciale Il Gigante, a Rivarolo. Volevo provare un'esperienza diversa, legata ad una particolare organizzazione del lavoro e del contatto con la clientela». E quindi, adesso, Giuliana la si può trovare o a San Giusto («il mio primo amore, e a quel negozio sono affezionatissima») o a Rivarolo. E il futuro? Chissà. «Intanto - sottolinea - tengo molto a dire che ho potuto continuare a coltivare il mio sogno ed aprire il mio secondo negozio solo grazie all'appoggio della mia famiglia. E il supporto di mio marito e dei miei figli è davvero importantissimo per me e la mia vita». Già, perché i tempi del lavoro (e dei negozi) sono duri, soprattutto per le donne: «Vero. Ma l'entusiasmo non manca e l'affetto delle clienti è davvero impagabile». (ri.co.)