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IVREA Dopo la festa scudetto, in attesa dell'appendice di Coppa Italia di domenica, la dirigenza della Juventus è già al lavoro per continuare a perseguire il progetto di tornare il prima possibile tra i grandi club d'Europa e del mondo. Un intento che passa dal settore giovanile, dal primo giugno affidato alle cure di Stefano Braghin, manager eporediese scelto per l'incarico di direttore generale. Così, dalla compagine Primavera fino alle categorie che coinvolgono i più piccoli, sarà sua responsabilità tutto ciò che riguarda la "cantera bianconera" per lo sviluppo di un progetto, assieme al direttore sportivo Giovanni Rossi, in grande crescita. «Un incarico di cui sono ovviamente felice – esordisce Braghin –; sarà un impegno non da poco e personalmente un punto di partenza dopo un bel passo avanti dopo una dozzina d'anni in giro per l'Italia». Infatti, l'esperienza professionale di Braghin nel mondo del calcio che conta comincia proprio in riva alla Dora, nel lontano 1998. «Sì, in serie D con l'Ivrea della famiglia Zucco, una dirigenza a cui sono grato e ricordo sempre volentieri in tutti i miei successi: senza la loro fiducia probabilmente la mia carriera avrebbe preso un'altra strada. Con gli arancioni sono stati tre campionati esaltanti, poi sono andato a Pisa, quindi nel 2005 sono ritornato nella mia città dove abbiamo conquistato la storica promozione in C1. Da qui all'Alessandria, con due campionati vinti di fila, e infine a Bassano, avventura purtroppo finita con una retrocessione». Il resto è storia di oggi con l'approdo alla corte degli Agnelli, dove dovrà sviluppare invece che sanare. «E' vero, spesso mi hanno chiamato a lavorare società in situazioni per così dire "delicate", ma i risultati sono sempre venuti e credo sia anche per questo che Marotta abbia pensato a me a inizio anno». Una sfida stimolante dal punto di vista professionale, ma anche l'opportunità di avvicinarsi a casa. «Quando un club come la Juventus chiama spostamenti e distanze passano in secondo piano – prosegue – diciamo che essere più vicino a mia moglie e a mia figlia è la ciliegina sulla torta». Stefano Braghin è legato alla società veneta fino al 31 maggio, poi il centro di Vinovo sarà la sua nuova casa. «Le squadre da seguire sono tante, sicuramente il primo mese sarà d'ambientamento, ma non ci sono dubbi che una struttura così organizzata e competente dia tutti i presupposti per lavorare al meglio». Un ultimo pensiero? «Al MontaltoIvrea, cui manca davvero poco per conquistare il titolo. Colori che mi sono rimasti nel cuore: il lunedì mattina è sempre il primo risultato che vado a cercare». Giuseppe Contarino