Teatro-musicale con il Basspartout stasera al Mozart
IVREA Non si può definire un vero e proprio concerto quello in programma questa sera, alle 21, all'auditorium Mozart, nono ° appuntamento della stagione dell'Orchestra Giovanile del Piemonte. Si tratta infatti di una sorta di teatro-musicale con protagonista il sestetto di contrabbassi Basspartout, gruppo da camera del teatro Regio di Torino, che porta in giro da almeno un paio d'anni questo spettacolo dal titolo "Perché hai scelto proprio il contrabbasso?" I sei serissimi strumentisti, armati del loro ingombrante strumento, si divertono (loro stessi per primi) e si presentano anche come abili e autoironici attori. Testo, regia, scene, musiche originali e adattamenti sono di Domenico Torta e i personaggi, contrabbassisti che interpretano se stessi, sono: Davide Botto, Davide Ghio che suona anche la chitarra, Atos Canestrelli, Fulvio Caccialupi anche canto. I brani comprendono una parte di autori classici come Wolfgang Amadeus Mozart (Eine Kleine Bassmusik, che vira in parodia la celeberrima Eine Kleine Nahtmusik K525), Ludwig van Beethoven con l'Inno alla gioia dalla Sinfonia n.9, Gustav Mahler con un "assaggio" della Sinfonia n.1 !"Il titano", Benjamin Britte con la guida del giovane all'orchestra, Richard Wagner con La Valchiria e infine Georges Bizet con Carmen. La parte più leggera del programma inizia con Chili Suite dello stesso Domenico Torta, cui segue Yesterdays di Jerome Kern raffrontata con Yesterday di John Lennon e Paul McCartney. C'è posto però anche per un medley dei Deep Purple e addirittura per la Celebre mazurka variata di Augusto Migliavacca (1838-1901), un banco di prova di tutti i fisarmonicisti di un tempo. Conclusione del programma con Pietro ritorna di Pietro Deiro (1888-1954) e Serenade di Olivier Mètra (1830-1889). Come si può notare si tratta di un notevole escursus fra improvvisazioni, emozioni, ironie e nostalgie. Ricorda lo stesso Domenico Torta: «La musica non sta nel numero delle note e neanche nella velocitá, ma nella potenza della comunicazione degli archetipi dell'animo umano. E in questo orizzonte il contrabbasso - che dal basso proietta verso l'alto l'infinita serie dei suoni armonici - può dipingere tutte le sfumature del paesaggio sonoro». Sergio Giolito