«Dal gip ho chiarito la mia posizione»

BOLLENGO «Ho chiarito la mia posizione davanti al gip, durante l'interrogatorio di garanzia. Il tempo di rientrare a casa da Verbania, con il mio avvocato, e già avevo gli agenti alla porta che mi notificavano la revoca degli arresti domiciliari». Parla Alfredo Beltrami, 52 anni, di Bollengo, finito nella rete dell'operazione Biancaneve della polizia di Domodossola, coordinata dalla procura di Verbania. Un'operazione che ha coinvolto 22 persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Nei confronti di Beltrami era stata emessa la misura degli arresti domiciliari. La notifica era arrivata il 23 aprile. Quattro giorni dopo, il 27, con il suo avvocato, Rossana Mastrasso del foro di Milano, è comparso davanti al gip: «Io non vedevo l'ora di chiarire tutto - spiega - ed evidentemente il giudice ha capito la mia posizione. Che, tra l'altro, già dall'ordinanza di custodia, era del tutto marginale». Ma che è successo? In estrema sintesi: l'operazione Biancaneve riguarda un sistema di truffe che prendeva caparre vere per l'intermediazione immobiliare e poi li cambiava con soldi falsi, bidonando ignare persone colpevoli solo di voler vendere degli immobili. E Beltrami? «Non ho problemi a raccontare quanto accaduto. Un anno e mezzo fa mi ero interessato per un immobile, ma non se ne era fatto nulla. Accadde, poi, che mi trovavo in un bar con una persona e incontrai la coppia con la quale avevo parlato dell'immobile. Mi chiesero se ero ancora intenzionato ad acquistare, ma risposi di no e gli presentai la persona che stava con me, che, appunto, si occupava di compravendite immobiliari. Da allora non ne seppi più nulla, fino al giorno in cui mi fu notificata l'ordinanza di custodia cautelare». Beltrami dice di non sapere che poi, le due persone si ritrovarono truffate: «Se fossi stato sentito nel corso di questa indagine, sono certo che mai sarei finito ai domiciliari». (ri.co.)