Commercio, una fiaccolata a Torino

TORINO È stata presentata ieri, nella sala giunta dell'Ascom, la giornata di mobilitazione Chiudono le imprese, chiude l'Italia, in programma l'11 maggio, indetta dalla Ascom-Confcommercio e da Confesercenti, che si concluderà alle 20.30, in piazza Carignano, con una fiaccolata. «Vogliamo richiamare l'attenzione di media e istituzioni -ha detto il presidente di Ascom Maria Luisa Coppa-, sulla situazione drammatica sta soffocando i consumi. Se si fermano i consumi si inceppano i meccanismi dell'economia. Siamo in recessione da diversi trimestri e tutti gli indicatori hanno ormai segno meno, compreso quello di Camera di commercio, che fino a poco fa, segnava un andamento positivo». I dati presentati dal presidente non smentiscono questa cupa interpretazione. Per la prima volta da decenni, infatti, le imprese che chiudono superano il numero di quelle che aprono; i fatturati sono diminuiti del 6% fra il 2008 e il 2011, e le cose sembrano destinate a peggiorare nel 2012, con un'ulteriore riduzione dell'1,4%. Le associazioni degli imprenditori puntano il dito con decisione sul governo. «Abbiamo accolto Monti come un profeta - prosegue Coppa -, ma nei 5 mesi della sua legislatura la situazione è gravemente peggiorata. Le liberalizzazioni si sono fermate al commercio; i settori più competitivi, come quello del made in Italy, sono stati penalizzati dalla limitazione a mille euro della liquidità utilizzabile. La riforma del lavoro, poi, va in direzione contraria ai nostri desideri di flessibilità». Antonio Carta, presidente di Confesercenti, ha poi aggiunto che «le piccole e medie imprese in Italia, che piaccia o no, rappresentano il 90% del totale, occupano il 75% dei lavoratori e, al contrario di quello che si dice, fanno dichiarazioni fiscali coerenti agli studi di settore, ma sono abbandonate dalle istituzioni alla morsa di Equitalia». (ri.fro.)