Un giusto equilibrio fra arrivi in volata, salite e cronometro

Le chiamano strade bianche e sono il ritorno al passato, l'operazione nostalgia del Giro d'Italia che sfoglia l'album dei ricordi e ripropone in chiave moderna le tappe antiche, quelle con immagini sbiadite che trasudano fatica e sofferenza. La moda è stata inaugurata nel 2005 con il Colle delle Ginestre che decise il duello tra Simoni e Savoldelli. L'operazione riuscì perfettamente e da allora sterrato e manti stradali improbabili hanno sempre fatto parte del menù della casa, diventano quasi il piatto forte. E la lista delle specialità offre anche quest'anno dei tratti sterrati. I primi nelle Marche nella tappa da Urbino a Porto Sant'Elpidio ma il tratto "bianco" è piuttosto distante dall'arrivo. Ma lo sterrato, quello vero, si vedrà sul nuovo Mortirolo, un'ascesa terribile con pendenze terrificanti, oltre il 20 percento con un manto stradale da ristrutturare, altamente insidioso e che moltiplica la fatica dei corridori. (v.b.)