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Trenta cartelle firmate Confindustria, Ania, Alleanza delle cooperative, Abi, Rete Imprese Italia. Il sistema imprenditoriale mette sul tavolo del Governo e del Parlamento le proprie proposte di modifica alla riforma del mercato del lavoro. Dato per acquisito l'accordo raggiunto con grande difficoltà sulla flessibilità in uscita le imprese puntano a rendere meno rigide le misure "anti precarietà" che secondo Confindustria potrebbero produrre un'ondata di nuovi disoccupati. Contratti a tempo. Le imprese chiedono senza mezzi termini di sopprimere il limite di sei mesi per la durata del primo contratto a termine; di ridurre l'intervallo tra un contratto e l'altro a 20 e 40 giorni per quelli di durata rispettivamente inferiore e superiore a sei mesi; di non considerare nel periodo di 36 mesi eventuale lavoro in affitto. Inoltre si chiede l'esenzione del contributo dell'1,4% nei contratti stagionali. Apprendistato. Elevare l'età massima dai 29 ai 32 anni, portare la durata complessiva a 4 anni e abolire la norma che subordina l'ingresso di nuovi apprendisti alla percentuale di conferma di quelli precedenti: una misura uguale in tutti i settori è profondamente errata perché mette sullo stesso piano imprese piccole, grandi e artigiane. Partite Iva. Rivedere i criteri lasciando il rapporto coordinato e continuativo se la prestazione ha durata pluriennale; in regime di monocommittenza e con la facoltà di lavorare nella sede del committente. Inoltre si chiede di abolire il comma che, di fatto, fa scattare in automatico l'assunzione.