La rivoluzione industriale in una grande esposizione
TORINO Al Fiat Industrial Village, di strada Settimo 223 è ancora visitabile la mostra "Macchine, invenzioni, scoperte", un'esposizione di strumenti, macchine, manifesti e fotografie d'epoca per illustrare la declinazione piemontese della rivoluzione industriale. Ma, a dirla tutta, è la stessa città di Torino ad essere lo strumento principale per la comprensione della direzione storica che la produzione impresse all'occidente industrializzato. Torino, infatti, dopo la perdita del titolo di capitale, divenne ben presto la Detroit italiana, una Motor City con l'accento sabaudo. Comparvero rapidamente fabbriche in tutte le zone allora periferiche come la Barriera di Milano, il Lingotto, Lucento, Mirafiori. Milioni di metri quadri di ciminiere, fumi e asfalto per produrre gomma, ferro, motori per auto, turbine per le navi. I fiumi cittadini furono ingabbiati e interrati per lo sfruttamento, interi quartieri si trasformarono in dormitori per operai e la città, da centro burocratico che era, diventò un catalizzatore di immigrazione e contestazione. È una storia che sembra lontana, oggi che le fabbriche sono vuote carcasse prossime alla demolizione, oggi che le ferrovie merci sono in disuso e i quartieri operai abitati da poveri delle nazionalità più diverse.Eppure, è una vicenda meno distante di quanto si pensi. Anzitutto, la produzione continua la sua folle corsa verso un profitto sempre più difficile da realizzare, si è soltanto spostata in zone più convenienti e sfruttabili. E poi, anche se pilotate dalla continua ricerca di denaro, le invenzioni tecnologiche ebbero risvolti di cui usufruiamo ancora oggi. Fu introdotta a Torino la corrente elettrica, il gas, migliorarono gli acquedotti e i trasporti, seppur con costi sociali e ambientali enormi. Una vicenda complessa di cui resta chiara traccia negli oggetti in mostra dalle 9.00 alle 19.00. Riccardo Frola