La tristezza e la nostalgia per i partigiani che non ci sono più
«É sempre viva la memoria di quanti ci hanno lasciato e, tra questi, Liano Brunero, Cesare Polcari, Giuseppe Canepa, Renato Cignetti, Silvano Crotta, Francesco e Bruno Baldioli, Orazio Givone, Lorenzo Apice, Piero Urati, Silla Cervato, Italo Tibaldi, Giancarlo Benedetti, Primo Corbelletti, Diego Prella, Cesarina Bracco». Uomini e donne protagonisti di una pagina di storia del Paese. «Non vi è solo tristezza - dice il presidente Anpi Mario Beiletti - nell'elencare questi nomi. Sono ancora con noi attraverso le loro storie, gli aneddoti, i momenti allegri trascorsi insieme. Vi è l'onore d'averli conosciuti». «Molti partigiani sono indistruttibili – scherza Beiletti - Lo scorso novembre, a una premiazione al Regio di Torino se ne presentarono più di 800!». «Una cinquantina – aggiunge - erano dei nostri di Ivrea e Basso Canavese, da Riccardo Ravera Chion, nome di battaglia Terribile, precedente presidente Anpi e ora presidente del comitato d'onore, e Amos Messori, D'Artagnan, ad Anita Baldioli, Davide De Filippi, Fucile, Giulio De La Pierre, Ivan, Liliana Curzio Barbaglia, Aldo Olmo, Galileo, ed Egisto Dal Lago. Sono la nostra preziosa memoria storica, capace di sollevare grandi entusiasmi davanti alle platee di giovani studenti».