Mozione anti Monti bocciata ma la maggioranza si spacca

RIVAROLO Una situazione quasi surreale quella in cui si è svolta la seduta del consiglio comunale di Rivarolo, venerdì sera, con il gruppo di minoranza che agli atti risultava assente pur essendo presente e la discussione dell'ordine del giorno ridotta ad un monologo del sindaco, Fabrizio Bertot, salvo un'impennata finale all'interno della stessa maggioranza. Ad animare il dibattito, infatti, sono state solo due mozioni del consigliere Flavio Vacca secondo il quale la giunta avrebbe dovuto prendere posizione contro il governo Monti e contro la tesoreria unica. Mozioni controbattute da Franco Papotti il quale, in una lunga requisitoria, le ha bollate come "operazione demagogica, irriguardosa nei confronti del gruppo di maggioranza" di cui Vacca, a questo punto, non potrebbe più far parte. Soluzione,quest'ultima, per nulla scontata, dato che le mozioni sono state respinte dalla maggioranza, ma con ben cinque astenuti, tra cui lo stesso primo cittadino, Fabrizio Bertot, un assessore, Aldo Raimondo ed il capogruppo di maggioranza, Andrea Ricca. E tutto questo mentre i consiglieri di minoranza si sono limitati ad osservare, come hanno fatto fin dall'apertura della riunione, diligentemente seduti ai loro posti (da cui si sono allontanati solo per due votazioni), ma assenti agli effetti del numero legale. Una condizione determinata dalla decisione presa dopo aver chiesto (invano) le dimissioni del sindaco o di almeno quattro consiglieri di maggioranza per ottenere il commissariamento del Comune. «È l'unico modo per essere sicuri che il consiglio non venga sciolto per infiltrazioni mafiose – ha spiegato il capogruppo Antonio Besso Marcheis - . Il Comune esce da un'inchiesta durata sei mesi di cui non sappiamo quali saranno i risultati. Stante questa situazione noi non intendiamo partecipare alle votazioni». In tal modo, però, tutto il gruppo di opposizione ha rinunciato a partecipare anche al dibattito, che in effetti non c'è stato neppure su questioni calde come la variante al piano regolatore. L'approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini e della variante stessa è avvenuta nel giro di pochi minuti, dopo una breve illustrazione da parte del sindaco, il quale, in merito al contestato impianto di Argentera previsto in un primo tempo, non ha neppure pronunciato la parola pirogassificatore, limitandosi a parlare di serre e tecnologie utilizzate al loro interno, diventate di competenza regionale e quindi stralciate dal piano regolatore. Ornella De Paoli ©RIPRODUZIONE RISERVATA