Mercedes, la gioia 57 anni dopo Fangio
di Matteo Bursi L'ultimo a riuscirci fu l'argentino Juan Manuel Fangio. Era dall'11 settembre 1955 – dunque 57 anni fa – che la Mercedes non vinceva un gran premio di Formula 1. Nico Rosberg con il vittorioso assolo cinese va a rinfrescare i fasti della Casa di Stoccarda. Prima pole position, prima fila tutta a tinte argento e prima vittoria del nuovo corso Mercedes. Non è Schumi a riscrivere la storia. La firma sulla macchina è di Ross Brawn, amico di vecchia data (dai tempi della Ferrari) di Michael Schumacher, l'altro pilota della Casa tedesca. Anche se sottaciuto, da parte di Schumi c'è un pizzico di amaro in bocca per aver visto un altro tedesco imprimere il suo nome nella storia Mercedes. Schumacher, il simbolo scelto per la rinascita del marchio teutonico nel Circus, secondo in partenza a Shanghai, infatti ha dovuto abbandonare la corsa dopo il primo pit stop, a causa di un dado mal montato sull'anteriore destra della sua monoposto. Un banalissimo dado è dunque riuscito a ridipingere quel disegno tracciato due anni fa dai vertici di casa Mercedes, con il rientro in prima persona nel mondiale di Formula 1 dopo decenni dai trionfi del fuoriclasse argentino. Il primo riavvicinamento, datato 1995, ha visto la Casa tedesca fornire i propulsori alla scuderia McLaren (e ha continuato così per quindici stagioni, con diverse fortune e svariate vittorie). Poi il grande passo con una scuderia interamente a nome e controllo Mercedes, rilevando il pacchetto della Brawn Gp, e il rientro del già pensionato campionissimo ex Ferrari a riempire il sedile da primo pilota. Nell'impresa di scalzare il nome di Fangio però non è riuscita a Schumi (che in carriera ha già superato l'argentino nella speciale graduatoria dei plurivincitori di mondiali) ma al giovane Nico Rosberg, nell'ultimo appuntamento in Estremo Oriente. Non tanto per il (sempre riconosciuto) talento del ventiseienne di Weisbaden, ma per il salto di qualità mostrato in terra cinese dalla vettura disegnata da Ross Brawn. Fulmine in cerca di conferme. Le avvisaglie di questo balzo? Praticamente inesistenti. Discrete in qualifica (Schumi terzo in Australia) e praticamente inaffidabili in gara (il miglior risultato pre-Cina è la decima piazza del sette volte campione del mondo in Malesia), non fosse stato per quel dado probabilmente staremmo parlando di un possibile weekend perfetto in casa Mercedes. Brawn ha abituato il Circus alle sue magie progettuali, prima in Ferrari poi in proprio con la Brawn Gp, il team principal del Lancashire sa come dominare una stagione. Serve cautela. A ben vedere l'era in Mercedes non era finora ricca di soddisfazioni, né poteva lasciar intravedere imminenti gioie per la Casa di Stoccarda. Invece, praticamente con la stessa vettura messa in pista in Australia e Malesia, Rosberg ha saputo mettersi alle spalle – nettamente in qualifica e con merito pure in gara – le McLaren, l'avversario più pericoloso al momento, e tutte le altre. Rifilare 20 secondi al primo dei battuti (Jenson Button) e 27 alla prima delle Red Bull (Mark Webber), un anno fa inarrivabili, sono dati da non trascurare nel pensare al futuro della stagione. Insomma: certamente nel caldo fine settimana del Bahrain arriveranno sicuramente le prime verifiche sulle potenzialità e, soprattutto, sull'affidabilità Mercedes. ©RIPRODUZIONE RISERVATA