Sgominata la gang dello spray urticante

RIVAROLO È finita in manette la banda dello spray urticante. Si tratta di cinque canavesani, già conosciuti alle forze dell'ordine. Per gli inquirenti sarebbero i responsabili dei furti ai danni di tabaccherie, farmacie e negozi avvenuti negli ultimi mesi. La meticolosa attività di indagine ha portato i carabinieri ad incastrare i cinque, ai quali si attribuiscono sei rapine. La banda è formata da Andrea Rosso, 35 anni, di Feletto, Luca Miatto, 21 anni, anch'egli felettese; Francesco Scarcella, 40 anni, di Pont, Aniello Sabbatino, 48 anni, di Cuorgné, e Patrick Di Carlo, 23 anni di Rivarolo. Sono accusati a vario titolo ed in concorso dei reati di rapina, tentata rapina, lesioni personali aggravate, ricettazione e riciclaggio. La svolta nelle indagini è avvenuta dopo il penultimo colpo, messo a segno il 6 dicembre, a Rivarolo. In quell'occasione, Patrick Di Carlo aveva aggredito Tiziana Gianada, titolare della sala giochi Futura Games. Il ragazzo aveva spruzzato lo spray urticante mentre la donna era intenta a salire sulla sua auto. Poi, era salito sul mezzo, ma la Gianada, ripresasi, era riuscita a bloccare le portiere con il telecomando. Di Carlo, tentando di uscire precipitosamente dall'auto, aveva lasciato inavvertitamente un' impronta della mano sul vetro del finestrino. I carabinieri della stazione di Rivarolo l'avevano rilevata e inviata al Ris di Parma. E i risultati inchiodavano Di Carlo, le cui impronte già si trovavano nella banca dati. I carabinieri, però, prima di fermarlo lo hanno pedinato a lungo riuscendo, alla fine, a ricostruire tutte le sue frequentazioni e a incastrare anche gli altri membri della banda. Ed ecco quanto emerso: l'attività del gruppo ha inizio nel novembre del 2011 quando Di Carlo e Sabbatino avrebbero dato l'assalto a due tabaccherie, a Rivarolo e Cuorgné. Il terzo colpo, invece, è del 2 dicembre, a Castellamonte, dove viene saccheggiata la tabaccheria Camerlo. Il quarto è ai danni della farmacia Antonini di Feletto, il 31 dicembre. L'ultima rapina, invece, è del 12 gennaio, al Carrefour di San Maurizio. La banda agisce sempre senza esitazioni, con violenza, armi e con il volto coperto da maschere o passamontagna. Il più delle volte i rapinatori utilizzano lo spray al peperoncino per stordire e disorientare le vittime. E sarà proprio questo materiale che i carabinieri rinvengono nelle abitazioni di Miatto e Rosso nel corso delle perquisizioni, insieme ad un impermeabile, manette ed una ricetrasmittente usata, probabilmente, per ascoltare le comunicazioni delle forze dell'ordine a costituire indizi importanti. Il bottino non è stato ingente: settemila euro. Nessuna resistenza è stata opposta all'arresto. Di Carlo è stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare mentre già si trovava detenuto nella casa circondariale di Biella. Gli altri sono rimasti stupiti di essere rimasti incastrati: «Ma come avete fatto a prenderci?» Valerio Grosso ©RIPRODUZIONE RISERVATA