Un progetto della Lamba per trattare pneumatici

CALUSO Le sorprese al sito produttivo ex Sferal, ora occupato dalla "Lam.ba engineering & consulting" dell'imprenditore calusiese Luigi Barbero non finiscono mai. Solo ora si è scoperto da una determinazione del servizio di valutazione impatto ambientale della Provincia di Torino, che la Lam.Ba il 23 dicembre 2009, in coincidenza con il trasloco a Leinì dell'ex Sferal, dopo il "divorzio" tra Barbero e l'amministratore delegato di Gds Giovanni Cariolato, aveva presentato domanda d'avvio della fase di verifica della procedura di "Via" relativamente al progetto d'un impianto integrato Tyrec per il trattamento di pneumatici fuori uso finalizzato all'ottenimento di più frazioni: acciaio, carbone, olio e gas. L'istruttoria provinciale era stata svolta con il supporto tecnico–scientifico dell'Arpa ed aveva evidenziato una serie di criticità legate al progetto preliminare sia sotto l'aspetto tecnico che ambientale. Questo arrivando anche a ipotizzare un rapporto consumi-ricavi non soddisfacenti per la necessità di dotare l'impianto di una serie di presìdi ambientali. La Provincia osservava inoltre che il contesto in cui l'impianto sarebbe inserito è fortemente urbanizzato: si tratta infatti di un'area industriale a ridosso di un'area residenziale, che si sarebbe creata una pesante movimentazione di rifiuti anche in considerazione del peso dei pneumatici, per cui occorreva valutare l'aspetto della viabilità. Si consigliava inoltre di implementare l'impianto antincendio, in considerazione del deposito di pneumatici (circa 300 tonnellate al giorno) e dell'impianto di trasformazione. Il progetto prevede la realizzazione e l'esercizio di un impianto per il trattamento di pneumatici fuori uso, mediante un processo di degradazione polimerica, effettuato a bassa temperatura (inferiore a 300°) in atmosfera controllata (autoclave in depressione) con produzione di una fase liquida e di una fase gassosa non condensabile. Ne derivano due frazioni: il synoil, immagazzinato per essere rivenduto a raffinerie, oppure utilizzato per la produzione di energia all'interno dello stabilimento ed il Syngas, stoccato in un gasometro e successivamente utilizzato nel combustore per la produzione dei carboni attivi. A tutt'oggi dopo le osservazioni della Provincia, che aveva convocato una prima conferenza dei servizi, non si hanno notizie circa l'eventuale redazione di un progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale. Dagli uffici della Lam.ba, Barbero si limita a dire: «Siamo un centro di ricerca: stiamo lavorando». L'impianto proposto dalla Lam.Ba è simile ad un impianto di tipo sperimentale che si trova ad Arma di Taggia. Sarebbe quindi il secondo in Italia. (l.m.)