Pont, silenzio dalla Romi Alla Liri aspettano i siriani

PONT CANAVESE Gli operai della Romi, ex Sandretto, lunedì mattina, saranno alla testa del corteo che sfilerà per le vie di Ivrea. Per partecipare alla manifestazione in difesa dell'articolo 18, hanno organizzato un pullman che partirà alle ore 8,30 da Pont, su cui saliranno anche alcuni lavoratori della Liri. Con bandiere e striscioni, i dipendenti di quella che è stata la principale industria pontese cercheranno di attirare l'attenzione sulla situazione in cui si trova oggi la ex Sandretto. Come noto, nelle scorse settimane, i dirigenti del gruppo brasiliano Romi Industrias hanno comunicato la cessazione dell'attività produttiva negli stabilimenti italiani (Pont Canavese e Grugliasco) a partire dal prossimo mese di luglio,con conseguente perdita del posto di lavoro per quasi tutti gli attuali 160 dipendenti, di cui 65 dello stabilimento pontese. Dopo le manifestazioni dei lavoratori a Torino, Pont e alla fiera di Parma, svoltesi nelle scorse settimane, non vi sono state reazioni da parte dei vertici aziendali. «Siamo in attesa – dichiara il segretario canavesano della Fiom, Fabrizio Bellino -; stiamo cercando di capire se la Romi intende aprire la procedura per la cassa integrazione e mantenere almeno la produzione dei ricambi e dei componenti che vuole commercializzare in Italia; in ogni caso, a Pont si deve continuare a produrre, magari per altri». Anche alla Liri Industriale, l'altra industria pontese, l'atmosfera è sospesa, in attesa del gruppo siriano Azzouz che, attraverso la consociata Laminati Pont Canavese s.r.l., con sede a Napoli, dovrebbe acquisire l'azienda e rilanciare la produzione di laminati plastici da esportare in tutta Europa. Il gruppo siriano deve formalizzare l'offerta che dovrà poi ancora essere valutata dal commissario Alberto Falini. Se a Pont Canavese tutto ormai dipende da imprenditori esteri, a Sparone, invece, alla I.M.S., la ripresa della produzione, in flessione nei mesi scorsi, arriva grazie alla Maserati, che ha commissionato vari componenti all'industria sparonese. Il panorama dell'industria canavesana non è tutto in negativo, ma "a macchia di leopardo", come lo definisce Fabrizio Bellino, il quale precisa che a fronte di situazioni come quelle della Romi e della Liri, ve ne sono anche altre positive: «Vi sono industrie che stanno andando bene – spiega il segretario Fiom –, soprattutto quelle che lavorano per il mercato tedesco e per quello francese, in particolare per Wolsvagen e Mercedes, mentre ci sono varie piccole industrie in sofferenza, alle quali in molti casi il lavoro non manca, ma stentano a recuperare i crediti». Ornella De Paoli