«I morosi non siamo noi»
CALUSO In una nota la direzione dell'azienda Compuprint di Leinì, ex Sferal di Caluso, precisa di non essere debitrice nei confronti del Comune di Caluso, a cui da due anni non viene versata l'Ici relativamente agli immobili del sito produttivo di via Martiri d'Italia. Una precisazione necessaria poiché qualcuno potrebbe non ricordare, o non conoscere le vicende legate all'ex Sferal di Caluso, e quindi non sapere che proprietario del sito di via Martiri è la società Lam.Ba engineering & consulting srl con sede legale in via Piave 92 a Caluso, in cui figura l'ingegner Luigi Barbero, fino a due anni fa presidente dell'ex Sferal, società creata da Barbero e dall'imprenditore vicentino, Giovanni Cariolato, amministratore delegato di Gds, per l'acquisizione dell'allora Finmek in amministrazione controllata. Poi come è noto la Sferal, ad appena un anno dall'accordo siglato a Roma che prevedeva il mantenimento ed il rilancio del sito calusiese, nel dicembre del 2009, si spaccò in due: Barbero, proprietario con la sua società del sito produttivo, che affittava a Gds, restò a Caluso, mentre Cariolato traslocò con tutti i macchinari tra la Cina e Leinì fondando la Compuprint, che, nel giugno del 2011, annunciò la parziale cessazione di attività. E fu il tramonto della Sferal. Per l'ex Sferal a non aver versato l'Ici sull'immobile di via Martiri, causando al Comune un mancato introito di 140mila euro, è quindi la Lam.Ba. L'ex Sferal, ora diventata Compuprint non è mai stata proprietaria dell'area industriale che occupa una superficie totale di circa 57 mila mq. (l.m.)