Arte del restauro e musica jazz per vivere emozioni
SETTIMO ROTTARO Sono tante le attività canavesane che possono fregiarsi del riconoscimento Piemonte Eccellenza Artigiana. Con l'attribuzione di questo riconoscimento, la Regione, fin dal 2009, vuole salvaguardare e rilanciare lavorazioni artigianali di antico prestigio e offrire opportunità professionali che pur rispettando la tradizione, possono cogliere ed esprimere la capacità di reinterpretare il passato attraverso le tendenze culturali ed estetiche del presente. Maria Giachetti, 36 anni, è tra le più apprezzate restauratrici canavesane. Lei, dal 2009, può fregiarsi didue riconoscimenti di Eccellenza Artigiana in due ambiti diversi: conservazione/restauro in edilizia e decorazione su manufatti diversi. Nel 1999, con tanti sacrifici, Maria ottiene il diploma accademico in pittura, con il massimo dei voti, all'Accademia di Belle Arti di Torino. Subito dopo entra nei cantieri di restauro dove si occupa di decorazione e inizia ad imparare quello che diventerà il suo mestiere. A 24 anni apre la partita Iva e le viene proposto dalla Soprintendenza di occuparsi del suo primo restauro in proprio. Tra i tanti edifici canavesani di cui ha curato i restauri ci sono la chiesa di San Carlo e di Sant'Anna ad Azeglio, la chiesa della Madonna di Anzasco di Piverone, le decorazioni absidali e il dipinto settecentesco della chiesa di San Rocco e San Sebastiano ad Albiano. L'anno scorso, dopo vari interventi al castello di Masino, si è occupata anche del restauro delle pareti e del soffitto della sala da pranzo invernale. Sempre nel 2011 ha effettuato piccoli interventi di restauro al Real Castello di Racconigi e si è occupata anche di una sala del castello della Manta. Oggi invece è impegnata a Milano in restauri a Palazzo Crespi. Essendosi però diplomata in pittura, Maria non ha trascurato nemmeno questo campo ed oltre ai numerosi concorsi e mostre, ha realizzato, su commissione, una copia de Il martirio di San Matteo di Caravaggio, utilizzando le tecniche antiche. «Sono andata a Roma per vedere l'originale ed imprimermelo nella mente; – racconta - poi ho studiato il tipo di tela usata, l'imprimitura, le mestiche ed i pigmenti in polvere, usati all'epoca da mescolare all'olio di noce o di lino. Mi piace lavorare con i prodotti il più possibile naturali e anche quando lavoro sui muri uso quasi sempre colori a calce pigmentati con terre naturali. Questo quadro è stato anche un percorso di ricerca tecnica ed è stato interessante». Tra tutte queste attività e la famiglia, Maria trova anche il tempo di cantare (nei Blue Reflection Quartet, esibitosi anche all'Open jazz di Ivrea). «Mi piace unire il discorso musica e pittura – commenta - infatti l'ultima volta a Torino, abbiamo unito mostra e musica e spero ci siano altre occasioni per farlo. Sono due mezzi diversi per esprimere un'emozione, cercando sempre di migliorarsi». (ant.al.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA