Una mozione al Governo per salvare il tribunale

di Vincenzo Iorio wIVREA È la prima volta che le forze politiche, imprenditoriali e sindacali si ritrovano attorno allo stesso tavolo con un obiettivo comune. L'occasione è quella di difendere il tribunale di Ivrea dalla scure del Governo Monti, che entro la fine di aprile deciderà quali uffici giudiziari sopprimere. Una battaglia che la Sentinella del Canavese ha deciso di sostenere mettendo a disposizione della comunità le proprie forze e promuovendo una raccolta firme sul proprio sito (www.lasentinella.it). Per partecipare basta inserire il proprio nome, cognome e indirizzo e-mail. Si può anche inviare una lettera in sede (piazza Lamarmora 12, Ivrea). Il primo atto concreto, deciso ieri sera nella sala di Confindustria Canavese, è stato proprio quello di una raccolta firme su una mozione da inviare al Governo. La raccolta avverrà nei Comuni che aderiranno all'iniziativa, nelle sedi di Cgil, Cisl e Uil, Confesercenti, Cna e ordine degli avvocati. «Il tempo a nostra disposizione è davvero poco - ha esordito Giorgio Panattoni, già deputato Ds - Ancora poche settimane e sapremo se questo tribunale sarà soppresso. Dopo anni di debolezza progettuale, questo territorio ha cominciato a fare sistema, ad avere una visione comune. Questa non è una battaglia per difendere un campanile, ma un tentativo di difendere il nostro tessuto economico e imprenditoriale in un quadro di incertezze e di recessione». Quello che le persone riunite nella sala di Confindustria non riescono proprio a mandar giù è l'insensatezza di questa riorganizzazione degli uffici giudiziari. «Il tribunale di Biella serve 180mila abitanti, Ivrea 190 mila - ha aggiunto Panattoni - Eppure, il nostro rischia di sparire per essere accorpato a quello di Torino. Non è possibile tagliare questo presidio istituzionale tra i primi in Piemonte per celerità». Un esempio su tutti è quello citato da Carlomaria Garbellotto, presidente del tribunale di Ivrea. «A Torino per una separazione consensuale servono 8 mesi, qui la facciamo in 60 giorni». «Non c'è nessun risparmio a costringere tutti i residenti della Provincia di Torino a recarsi nel capoluogo - ha aggiunto Garbellotto - dove qualcuno ha già individuato la sede del nuovo palazzo di giustizia nel palazzo che attualmente ospita gli uffici Rai. Il tutto mi sembra una pazzia». Mario Benni, presidente dell'ordine degli avvocati (220 iscritti), ha ricordato che perdere il tribunale potrebbe portare a un effetto domino devastante. «Tolti gli uffici giudiziari, non avrebbe più senso avere in città una compagnia dei carabinieri, una della guardia di finanza, un commissariato di polizia, la sede dell'Inps, dell'agenzia delle entrate e dell'Inail - ha detto Benni - Senza contare che tra avvocati, notai, commercialisti, architetti, geometri e loro dipendenti, c'è un indotto di 700 persone che ogni giorni gravita attorno al tribunale e agli esercizi commerciali della zona». L'unica possibilità che il tribunale di Ivrea ha di salvarsi è quella di ampliare i suoi confini sul chivassesse e parte del ciriacese. Una proposta fatta propria anche dal presidente del tribunale di Torino, Luciano Panzani. «Il suo progetto è stato già inviato al ministero e al Csm - ha concluso Benni, auspicando un intervento diretto di Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e canavesano di nascita. Piero Getto, presidente degli industriali, si è invece soffermato sui disagi che cittadini e imprenditori si troverebbero ad affrontare. «Una perdita di tempo e di denaro per le aziende, un'odissea per tutti coloro che non potendo usufruire di un mezzo privato dovranno raggiungere Torino con una linea ferroviaria dove ritardi e disagi sono all'ordine del giorno». Da parte sua, il sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa, si è detto pronto a trasferire gli uffici del tribunale nel nuovo quartiere Dora Baltea, in una struttura più ampia e finalmente a norma. «Noi siamo pronti ormai da mesi - ha detto - attendiamo solo che il ministero ci dia il via definitivo per il trasferimento. L'attuale sede, Palazzo Giusiana, è ormai angusta e priva dei requisiti minimi per la sicurezza». GUARDA LA FOTOGALLERY E VIDEO DELL'EVENTO www.lasentinella.it