Tribunale da salvare, anche Saitta dice sì

L'appuntamento è per giovedì 5 aprile, alle 17, nella sala riunioni di Confindustria Canavese (in corso Nigra 2, Ivrea). E' questo il primo incontro organizzato dai primi 25 firmatari di una lettera-appello sottoscritta da imprenditori, politici, amministratori, avvocati e associazioni di categoria. «Siamo molto preoccupati per la possibile chiusura del tribunale di Ivrea - si legge nel documento - che priverebbe questo territorio di un importante presidio istituzionale. Tutto questo si tradurrebbe in pesanti disagi per i cittadini canavesani, in un forte impoverimento del territorio e, in questa situazione già tanto difficile, in una ulteriore causa di declino e di recessione». «Sì a una ottimizzazione delle sedi e dei processi dei tribunali, costruendo una rete efficiente, no a chiusure indiscriminate e dannose. L'ennesimo accentramento su Torino obbedirebbe a una incomprensibile logica di potenziamento del più forte» . «Chiediamo che tutta la città, che tutto il territorio canavesano facciano sentire il loro dissenso a difesa di quel poco che è rimasto, e che deve rimanere, intorno al quale si può e si deve costruire un progetto di consolidamento e di sviluppo della società e della economia locale. Chiediamo - sono le ultime righe dell'appello - che i Sindaci, la Provincia, la Regione, le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, le associazioni di ogni tipo, i cittadini si facciano protagonisti di una forte mobilitazione per sostenere le ragioni di questo territorio e soluzioni più giuste e rispettose dei bisogni di tutti». di Vincenzo Iorio wIVREA Cresce la mobilitazione per salvare il tribunale di Ivrea dalla scure della razionalizzazione delle sedi giudiziarie voluta dal governo Monti. All'appello lanciato da amministratori locali, imprenditori, avvocati e rappresentanti delle associazioni di categoria, si aggiunge la firma di Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino. «Non posso che sottoscrivere la campagna di mobilitazione fatta propria dalla Sentinella per salvare il tribunale di Ivrea», afferma Saitta, impegnato negli ultimi mesi in una strenua battaglia a difesa della Provincia di Torino come ente intermedio e quindi particolarmente sensibile alle minacce di emarginazione che i territori subiscono quando la necessità di razionalizzare coincide con tagli di carattere nazionale «che proprio per la mancanza di visione locale – dice Saitta –non tengono conto delle specificità dei territori». Per Saitta il ridisegno della geografia delle sedi giudiziarie italiane ha molto in comune con il ridisegno della pubblica amministrazione. «Stanno decidendo di sopprimere i soggetti che ritengono essere più deboli - aggiunge - cioè quelli diffusi capillarmente sui territori senza rendersi conto dei grandi sprechi che gli enti centrali continuano a macinare». «Accorpare i tribunale di Ivrea e Pinerolo sulla sede di Torino rischia di comportare una marginalizzazione di territori importanti come il Canavese e il Pinerolese e noi amministratori locali abbiamo il dovere di spiegarlo». Il 5 aprile il presidente della Provincia non potrà essere presente all'incontro pubblico organizzato ad Ivrea nella sede di Confindustra Canavese. «Sarò a Roma proprio per seguire come vicepresidente nazionale della Unione province italiane le problematiche collegate al ridisegno della carta delle autonomie - conclude - Non potrò quindi essere presente alla mobilitazione di Ivrea, ma consideratemi con voi». Ci sarà, invece, Alberto Avetta, assessore provinciale alla Viabilità, che sottolinea la logica schizofrenica che c'è dietro questa operazione. «Si fanno tagli senza guardare quali tribunali funzionano e quali no - spiega -. Non si capisce perché Ivrea dovrebbe sparire e quello di Biella, più piccolo, dovrebbe restare in piedi. Il nostro tribunale è da sempre è una piccola eccellenza». Luigi Ricca, sindaco di Bollengo, che nel gennaio scorso aveva raccolto le firme di 55 sindaci del territorio, auspica l'accorpamento dei tribunali di Ivrea, Chivasso e Ciriè. «Una nuova struttura senza ambizioni di egemonia - spiega - che "aderisca anche territorialmente all'ambito geograficamente individuato come Canavese». Roberto Tentoni, consigliere regionale del Pdl, guarda con favore la mobilitazione in atto. «È questa l'occasione per far sentire in maniera forte la voce di un territorio per troppo tempo diviso - dice - Dobbiamo fare sistema perché questa territorio non può fare a meno di un tribunale» ©RIPRODUZIONE RISERVATA